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Basta averci uno zio


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Un paese di diritto o uno stato di favori? Tutti invocano la meritocrazia, ma la realtà attuale è un’altra e nessuno sembra voler cambiare lo status attuale

In un paese come l’italia, allo stato attuale delle cose, la meritocrazia appare solo un miraggio. Uno spot elettorale peraltro ormai senza effetto. Non ci crede più neanche chi lo dice. Ormai il clientelismo, le raccomandazioni ed i favoritismi sono stabilmente fissati nella cultura degli Italiani, al punto tale da distorcere la realtà e far credere che siano cose normali, lecite. Del resto lo fanno tutti. E allora?

Allora si finisce col credere che si può fissare l’esame di guida prima dei normali tempi d’attesa se hai un amico o un parente nell’ufficio della motorizzazione, che puoi fare i prelievi all’ospedale prima se hai un cugino infermiere o che puoi farti togliere la multa per divieto di sosta se hai lo zio prefetto. Uno zio è per sempre e con lo zio giusto tutto è possibile. La carriera è fulminante e la vita e più semplice. Magari con lo zio giusto un domani si può anche finire in televisione a parlare della mancanza di meritocrazia in Italia.

Questo sistema ha funzionato per 40-50 anni, ma in realtà non ha mai funzionato. Ha semplicemente generato dei mostri. Da un lato, le raccomandazioni ed il clientelismo, ha consentito ad alcuni di raggiungere posizioni anche elevate, nonostante sulla piazza fossero disponibili persone molto più preparate e competenti (ma senza zio), dall’altro i nipoti di nessuno si trovano a lavorare, quando un lavoro ce l’hanno, diretti da persone meno competenti. Una classe dirigente cresciuta a pane e politica che si trova catapultata nel mondo globalizzato senza sapere neanche dove sta di casa e, ancora peggio, perpetrando il sistema che li ha portati dove si trovano con i propri sottoposti.

Anche la classe dei semplici dipendenti pubblici non è da meno. Il sistema degli zii ha regalato prebende a tutti i livelli, dalla base al vertice. Ai livelli bassi molti altri danni ha compiuto i politici, amministratori locali e nazionali, con le compravendite di voti in cambio di posti di lavoro. Non solo posti di lavoro a persone con dubbia competenza ed esperienza, ma anche posti di lavoro creati ad hoc per vincere campagne elettorali. tanto poi qualcosa da fare la si trova sempre. Questo sembrava vero in tempi di vacche grasse, mentre il debito pubblico si ingigantiva ma oggi, anche gli occhi degli stolti, si sono resi conto che si è trattato di un sistema insostenibile, ma continuano nonostante tutto a far finta che non sia così.

Oggi si parla di ammodernare la macchina amministrativa, ma a fianco di lavoratori competenti e volenterosi da anni di innovarsi, di rendere il sistema snello ed efficiente, si trovano centinaia di migliaia di nipoti degli zii che non possono essere licenziati ne spostati anche se lo zio è ormai defunto (figurarsi da vivo).

Chi dovrebbe cambiare lo status attuale è anche lui nipote di uno o più zii, che ha scalato a lunghi salti la piramide politica favorendo a sua volta i propri nipoti. Mai si sognerebbe di ideare un sistema in grado di fare pulizia e di impedire che queste situazioni abbiano a verificarsi in futuro. Impossibile. Un suicidio politico. Dato che ormai i nipoti degli zii sono centinaia di migliaia, forse anche milioni, ed ognuno di essi ha famiglia, equivarrebbe a perdere o regalare all’avversario milioni di voti. Chi fa politica di mestiere questo lo sa e non se lo può permettere, altrimenti rimarrebbe disoccupato. Anche se con tutti i benefit ottenuti vivrebbe di rendita questo è troppo.

Non rimane che trovarsi uno zio, uno buono che sistemi se, la fidanzata futura moglie e, perchè no, anche i figli un domani se sarà ancora in vita. Oppure si può cercare, ognuno facendo il proprio, di cambiare la situazione. E’ necessario che le persone per bene escano dal proprio guscio dove si trovano per paura di perdere tutto e che si mettano in discussione per cambiare le regole del gioco e garantire un futuro corretto ai propri figli o ai propri nipoti. Dove la meritocrazia non sia un sogno ma un concetto scontato, assodato, reale.

Sta accadendo adesso, molti giovani senza futuro ma istruiti, volenterosi, disoccupati del terzo millennio e soprattutto assetati di giustizia si battono tutti i giorni contro nipoti di zii molto in alto in parlamento, nei media, che cercano di screditarli e di vanificare ogni sforzo di cambiamento. Forse i nipoti ci riusciranno a vincere, ma non sarà facile e se tutti gli Italiani onesti (fino in fondo) li supportassero. Purtroppo è una guerra dura dove chi dovrebbe schierarsi con loro, pur riconoscendo la bontà degli ideali, non può o non vuole perchè anch’egli ha suo tempo ha fatto ricorso allo zio, e farlo significherebbe, oltre ad auto-screditarsi, rischiare di prendere il posto dei tantissimi giovani onesti e competenti, ma senza zii.

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