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Normativa Professione Infermiere

Congedo parentale

Come fare per: normativa, casi particolari e adempimenti per fruire del congedo parentale.

Oggi vi parlerò della normativa sui congedi di paternità e maternità, cioè i c.d. congedi parentali relativamente ai lavoratori dipendenti del settore pubblico. La normativa che presento in questo articolo è aggiornata al 2019 ed è valida comunque fino ad eventuali modifiche.

Il congedo è sempre stata la materia in cui mi venivano poste più domande e richieste di chiarimento da parte di infermieri e OSS durante la mia attività di sindacalista perchè, in effetti, è materia un pò articolata e nello stesso tempo i congedi sono qualcosa cui i neo-genitori non possono proprio farne a meno. in particolare se uno o entrambi sono turnisti.

La Legge con cui sono state introdotte le modifiche sostanziali e più recenti è il D.Lgs 151 del 2001 (collegato lavoro) successivamente modificato in più parti ma, a dire il vero, in minima parte sono stati modificati i congedi parentali. Un sunto delle regole sempre aggiornato è presente nel sito INPS che consiglio comunque di visitare sempre per questo o altri chiarimenti.

Quando spetta

Spetta ai genitori naturali dal momento della nascita fino al compimento dei 12 anni di età. Il periodo complessivo tra i due genitori è di 10 mesi con possibilità di estensione a 11 mesi se il padre usufruisce in modo continuato o frazionato del congedo per almeno 3 mesi.

Cose molto importante e dibattuta in molte amministrazioni pubbliche è la fruibilità contemporanea per entrambi i genitori. Se entrambi i genitori sono infatti dipendenti pubblici che sia la stessa amministrazione o diversa, possono fruire entrambi del congedo e contemporaneamente nello stesso periodo. Su questa cosa ho avuto riscontro diretto dall’INPS su richiesta effettuata via email.

Altra cosa, se uno dei due genitori ha previsto un periodo di congedo parentale e durante questo il bambino si ammala, l’altro genitore può utilizzare nello stesso periodo le giornate di malattia figlio. Non si può invece fruire entrambi contemporaneamente delle giornate di malattia figlio.

Può essere fruito dal padre anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre cioè, come dicevo sopra, dal giorno successivo al parto.

Periodo Massimo
  • alla madre per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;
  • al padre per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi che diventano 7, dalla nascita del figlio, se lo stesso si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi
  • al genitore solo (padre o madre), per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi;
Indennizzo

Quanto spetta come retribuzione durante il periodo di congedo?

Qui la cosa si complica ma proverò a riportare tutto in uno schema sforzandomi di essere più chiaro possibile:

  • Il 30% della retribuzione media giornaliera calcolata considerando la retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo indennizzabile, per un periodo massimo fruito di entrambi i genitori pari a 6 mesi per ogni figlio se fruiti entro i primi 6 anni di vita del figlio. Cioè, se padre e madre fruiscono alternativamente dei giorni di astensione, al raggiungimento dei primi 6 mesi utilizzati cessa il diritto all’indennizzo ma si potrà fruire della parte restante senza retribuzione.
  • Fino agli 8 anni se il genitore non ne ha fruito fino al compimento dei 6 anni verrà retribuita al 30% ma sempre nel limite massimo dei 6 mesi complessivi.
  • Per la parte non fruita al compimento di 6 anni e 1 giorno e fino gli 8 anni, anche per la parte eccedente i 6 mesi massimi (quindi massimo 10 o 11 mesi) verrà retribuita al 30% nel caso in cui il genitore che ne fa richiesta ha un reddito individuale inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione. Per sapere con certezza se si rientra in questo requisito consiglio di rivolgersi ad un patronato.
  • Dagli 8 ai 12 anni di età del figlio può essere fruito tutto il restante ma non verrà mai in alcun modo indennizzato. Anche se fino a quel momento non si è ancora fruito di un solo giorno di congedo parentale.

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