Quandolodicoio https://www.paolovaccarello.net Personal blog di Paolo Vaccarello - #SempliceInfermiere Sun, 29 Mar 2020 13:04:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 https://www.paolovaccarello.net/wp-content/uploads/2020/02/cropped-favicon-quandolodicoio-32x32.jpeg Quandolodicoio https://www.paolovaccarello.net 32 32 Diventare invisibili su whatsapp https://www.paolovaccarello.net/diventare-invisibili-su-whatsapp/ Sun, 29 Mar 2020 13:04:45 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1902 WhatsApp logo con avatar intorni

WhatsApp logo con avatar intorni

Brevissima e utilissima guida su alcune funzioni della privacy di whatsapp. A tutti sarà capitata la necessità di oscurare anche temporaneamente alcune delle funzioni che ci rendono visibili e tracciabili ai nostri contatti whatsapp. Parlo delle funzioni che indicano agli altri se siamo online, di quella che mostra l’ora dell’ultimo accesso e di quella che mostra la conferma di lettura dei messaggi ricevuti (doppia spunta blu).

Fino a poco tempo fa non tutte erano possibili e per attivare quelle consentite era necessario installare ulteriori app sul telefono. Un altro sistema, molto più farraginoso, era quello di attivare la modalità offline o modalità aereo sul telefono prima di aprire whatsapp per disattivarla una volta usciti. Questa modalità funziona ancora e può essere consigliata per bisogni di oscuramento “occasionali” ma ha il limite di oscurare tutte e tre funzioni di visibilità (online, ora di accesso, conferma lettura) in modo non selettivo.

Vi mostro invece come fare ad agire sulle singole opzioni (o disattivare tutte e 3) per il tempo che riterrete necessario. Sarà sufficiente, una volta cessata la necessità, rimettere tutto a posto come prima. Per prima cosa aprite whatsapp e fate tap (cliccate) sui 3 puntini in alto a destra. Quindi su IMPOSTAZIONI ➡ ACCOUNT ➡ PRIVACY (immagine 1). Si aprirà la schermata con le impostazioni che stiamo cercando. Una piccola ma importantissima nota appare in apertura: se non condividi il tuo ultimo accesso non potrai vedere l’ultimo accesso delle altre persone. Una piccola arma di giustizia social(e) e un disincentivo all’uso indiscriminato di questa funzione.

immagine 1

La prima impostazione riguarda l’ultimo accesso, cioè la riga che appare sotto il nome del contatto e mostra l’ora dell’ultimo accesso e se è online in quel momento. È possibile scegliere tra 3 opzioni: TUTTI, NESSUNO e I MIEI CONTATTI ovvero tutti coloro i quali sono registrati all’interno della rubrica del telefono. Questa opzione è da tenere presente se si vuole fare un oscuramento selettivo. Se infatti una persona non è registrata in rubrica ma si continua a messaggiare con whatsapp (si vede solo il numero di telefono) è possibile attraverso l’opzione i miei contatti rendere invisibile l’ora dell’ultimo accesso e lo stato online soltanto a questo/questi.

immagine 2

La terza funzione di questo tutorial riguarda la conferma di lettura ovvero la colorazione azzurra della doppia spunta sul messaggio. Per chi non fosse chiaro faccio un rapido ripasso. Quando inviate un messaggio a qualcuno dopo qualche istante compare una “v” grigio chiaro in basso a destra alla fine del messaggio. Quella è la conferma che il messaggio è arrivato al server di whatsapp. Dopo qualche istante compare una seconda “v” la conferma che il messaggio è arrivato al telefono del destinatario. Questo non avverrà subito se il destinatario ha il telefono spento o privo della connessione internet. Una volta che il messaggio viene aperto la doppia spunta si colorerà di azzurro a conferma che il messaggio è stato letto. La disattivazione di questa voce (l’ultima della immagine 2) renderà anonima la lettura mantenendo la doppia spunta grigia. Come per la funzione di ultimo accesso verrà disattivata anche per le conferme dei messaggi in entrata ma rimarrà attiva nelle chat di gruppo

THE END

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L’opposizione in tempi di epidemia https://www.paolovaccarello.net/lopposizione-in-tempi-di-epidemia/ Sun, 29 Mar 2020 11:51:04 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1889 matteo renzi matteo salvini e giorgia meloni

matteo renzi matteo salvini e giorgia meloni

L’epidemia in corso sta chiaramente sortendo effetti di coesione sociale e solidarietà come accade con tutte le calamità naturali o le catastrofi. Coesione che solitamente riguarda gruppi più o meno ampi relativi alla zona o alle zone colpite e che invece oggi interessa tutto il territorio nazionale per le caratteristiche sconfinate tipiche di questa pandemia che dal punto di vista distruttivo/lesivo la fanno più somigliare a una guerra mondiale piuttosto che a un terremoto. Una gara di solidarietà tra cittadini e imprese nei confronti di chi è direttamente impegnato nella lotta all’epidemia e manifestazioni oggi conosciute come flash mob per sopravvivere moralmente a questo periodo drammatico della nostra storia con preghiere e intonazioni collettive dell’inno di Mameli dai balconi.

Mentre i cittadini si sono ritrovati e ri-uniti sotto il nemico comune conosciuto con il nome di COVID-19, chi dovrebbe dare l’esempio non fa altro che confermare la pochezza della Politica Italiana delle ultime decadi. L’occasione, a mio avviso irripetibile, per ricucire fiducia e riprendersi l’onorabilità che meritano dei parlamentari della Repubblica, sembra inevitabilmente sfumata visti i continui attacchi e le divergenze dell’opposizione praticamente su ogni singolo provvedimento del Governo.

Si dirà che l’opposizione fa questo di mestiere, perchè fa parte del gioco dei pesi e contrappesi. Ma il contesto reale non è il solito. Non è la solita crisi o la solita emergenza. Sembra se ne siano accorti tutti tranne loro ovviamente che dimostrano, ancora una volta, l’assoluto distacco dalla realtà del paese e dai cittadini che invece appaiono trasversalmente coesi in stragrande maggioranza. Avrebbero potuto farsi vedere uniti o almeno apparire tali. Spendere pubblicamente parole di condivisione per i vari provvedimenti al fine di infondere fiducia e dimostrare unità, poi alzare il telefono ed esprimere a Conte tutte le contrarietà sui punti o su eventuali mancanze di condivisione. Preferiscono invece controbattere ad ogni misura, ad ogni comunicato, a suon di interviste ai giornali e TV e comunicati stampa dai toni cui siamo tristemente abituati.

Sembrano lontani anni luce dai padri costituenti che dalle rovine dell’Italia Fascista ci lasciarono in eredità una Repubblica con la Costituzione più bella del mondo. Di quella Costituzione vorrei solo ricordare il sistema sanitario universalistico e gratuito che oggi diamo per scontato ma che è molto più “semplicemente” dettato dalla Costituzione. Politici di altro stampo rispetto ai moderni animali da social. Allora la comunicazione era infatti meno immediata e limitata quindi filtrata dagli unici 2 mezzi: giornali e radio. Chi ha lavorato per la costituzione non aveva bisogno di apparire semplicemente perchè non ne aveva la possibilità. Di conseguenza niente brillantina, niente talk show, niente dirette Facebook e gare di like. Persone serie, probabilmente costrette ad esserlo dai tempi, ma pur sempre serie.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti

Art. 32 comma 1, Costituzione Italiana

Potevano allora unirsi, utilizzando gli strumenti informatici per scopi migliori che delegittimare continuamente il Governo in un momento così delicato. Farsi vedere coesi e quindi dare un’immagine di responsabilità rispetto all’emergenza. In fondo è richiesta proprio questa. La responsabilità.

Assistiamo invece a gare continue di autoaffermazione mediatica che sortiscono l’effetto di un tentativo di divisione. Tentativo che speriamo che rimanga tale. L’obiettivo non dichiarato è in realtà chiaro. Spararne una al giorno consapevoli di poter dire tutto e l’esatto contrario perchè tanto se non si tiene un atteggiamento collegiale, in fase di emergenza nazionale, le decisioni le prende il Governo ed il Presidente del Consiglio. Alla fine dell’emergenza si potrà affermare che l’avevano detto. Come i medium dalle mille profezie che azzeccandone una acquistano la massima credibilità social(e).

È una questione politica, na grande presa per culo

Antonello Venditti

Per loro è anche più facile visto che, ad esempio, affermare che l’economia subirà un durissimo colpo è la scoperta dell’acqua calda. L’ha scoperto recentemente Matteo Renzi e io me ne congratulo vivamente, che afferma anche di voler riaprire perchè non si può attendere con le fabbriche chiuse a tempo indeterminato perchè altrimenti la gente morirà di fame. Naturalmente Conte lo sa, ma non può affermarlo in questa fase e in questi termini perchè è opportuno che sia ottimista e rassicurante (vedi assalto ai supermercati). Il ruolo e il momento lo impongono per non scatenare ondate di panico e depressione di massa.

Abbiamo anche visto il sempreverde funamboliere della comunicazione aggressiva Salvini cimentarsi nel doppio carpiato all’indietro del chiudere/aprire/chiudere esattamente opposto a quelle che sembravano le intenzioni del Governo di quelle ore. Solo resosi conto che quell’aprire visto col senno di poi suonava come una grandissima minchiata, intervenendo sull’argomento a PiazzaPulita (La7) a domanda di Corrado Formigli ammette di aver sbagliato ma con attenuanti. Le attenuanti del però, con cui a sciolinato con il solito elencare con le dita tutti gli errori comunicativi di altri come a voler significare che siccome hanno sbagliato tutti il suo non conta o conta poco.

La Meloni, in questa fase di grande crescita nei sondaggi iniziata in tempi non sospetti, accusa il colpo del monopolio comunicativo di Conte. Il leader di un partito di destra accusa Conte di un metodo di comunicazione da “regime totalitario”. E sfodera i cavalli di battaglia soliti della destra Italiana. Le tasse, argomento che condivide con Salvini, che non dovrebbero essere in qualche caso pagate. Non spiega come si pagheranno stipendi e straordinari di tutti i dipendenti pubblici attualmente al lavoro. Ma il dominus degli argomenti rimane l’UE brutta e cattiva che starebbe tentando di fregarci.

Non cito esponenti e leader di PD e M5S perchè, stando in maggioranza, condividono naturalmente la linea del Governo, ma sono assolutamente convinto che a parti invertite il risultato sarebbe identico. Il penoso copione è sempre il solito, ognuno deve dire la sua, in contrapposizione con la fazione opposta al fine di affermarsi e di poter dire un giorno “noi l’avevamo detto”.

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Che fine ha fatto il capitano? https://www.paolovaccarello.net/che-fine-ha-fatto-il-capitano/ Mon, 23 Mar 2020 21:17:23 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1866

Sembra sparito dai radar, ma in realtà tenta in tutti i modi di mantenersi sotto lo spettro visibile. Solo che non sa come fare a far parlare di sé e monopolizzare l’informazione a suo favore.

Il coronavirus sta devastando l’immagine lo ha pesantemente mazziato. Il bisogno di notorietà del felpomane non sembra trovare sbocco. Non è come con la nutella. In questo momento le chiacchiere stanno a zero e le persone vogliono continuamente notizie e aggiornamenti sulla situazione dagli esperti e da chi sta lavorando concretamente per l’emergenza.

Gli argomenti e cavalli di battaglia che tanto hanno fatto discutere, tutti i giorni, in confronto al dramma mondiale in corso, sono stati spontaneamente confinati a quello che realmente sono. L’ultimo dei problemi della società globalizzata. In questo momento nessuno conosce o a nessuno interessa della posizione geografica della Sea Watch 3 che probabilmente sta compiendo sempre salvataggi in mare.

Ci ha provato a cavalcare anche quest’onda del coronavirus ma con risultati deludenti. Prima si limitava a chiedere l’esatto opposto di Conte. Se Conte teneva aperto lui diceva di chiudere, se Conte chiudeva lui diceva di aprire e così via. Ma la situazione cambiava così repentinamente che i montaggi che poi sono girati sui social network hanno concretizzato plasticamente la gran figura di merda che questo avanti indietro dava chiaramente a vedere.

Quindi si è rifugiato nelle tasse, da sempre cavallo di battaglia della destra da mezzo secolo. Certo detto da chi fa lo gnorri sui 49 milioni di fondi illeciti della Lega non ancora restituiti suona come l’ennesima presa per il culo. Non basta e rilancia. Nessuno deve pagare niente. Non è sufficiente rimandare. Ma io e qualche altro milione di Italiani che stanno lavorando come i minatori Inglesi degli anni 30 a fine mese cosa mettiamo nella pentola? I video Facebook o gli applausi dal balcone? Anche questo argomento è chiaro che non attacca. Ci sono troppe persone che hanno ben chiaro il fatto che il loro stipendi e pensioni dipendono da sufficienti entrate fiscali e molti di questi che magari fino l’altro ieri gridavano #chiudiamoiporti e #primagliitaliani al solo pensiero di restare senza stipendio sarebbero disposti piuttosto ad andare divisi in gruppi a Porto Empedocle, Pozzallo e Licata a stendere red carpet.

Occorre il colpo ad effetto. Quello che si parli di lui nel bene o nel male. Quindi? Mentre tutti sono a casa mi faccio portare a spasso per Roma. Senza guinzaglio (va bene esagerare ma c’è un limite). Solo che, probabilmente, si sarà reso conto che a questo punto dell’emergenza anche gli #yesmaniloveyou #capitanoseigrande #dobbiamolavorareatuttiicosti lo avranno preso per un coglione.

La bestia arranca e cerca su google trends. L’argomento che tira di più nella Repubblica della curva sud correlato alle parole coronavirus o COVID-19 sono medici e infermieri. Gli eroi idolatrati da tutti (sarà curioso vedere fino a quando) in modo politicamente trasversale e che lo stanno indirettamente privando delle gradite adulazioni. Allora? Mascherina al collo, auricolari a mo di immunologo collegato via Skype, maglia color blu casacca da chirurgo e sfondo simil guardiola o studio medico di reparto. La bestia fa il nuovo capolavoro. Sipario e applausi.

Dal suo pulpito a invocare a gran voce di riaprire il parlamento perché bisogna mettersi a lavorare. Proprio lui. Lo fa anche se il parlamento, pur in misura logicamente ridotta, continua nella sua attività legislativa. Ma le limitazioni sembrano l’unico appiglio per buttare fumo negli occhi agli elettori quando gli argomenti scarseggiano. Anche se chi accusa si trova tra chi in passato è stato nel gruppo dei meno presenti in parlamento e spesso ha lottato per il primato.

Stiamo a vendere cosa avrà in serbo per noi questa carenza affettiva da qui alla fine dell’emergenza. Ormai non mi meraviglia più nulla e non mi meraviglierei neppure se una volta tornati alla normalità, un esercito di fans in cerca di eroi, non avendo più un motivo così evidente di adorare chi gli salva la vita, tornerà ad adorare chi li farà sentire quello che si credono di essere nei sogni.

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A ridurre così medici e infermieri siete voi https://www.paolovaccarello.net/a-ridurre-cosi-medici-e-infermieri-siete-voi/ Sun, 22 Mar 2020 09:05:29 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1862

Dal profilo Facebook di Emilio Mola

No, a ridurre medici e infermieri in queste condizioni non è solo il Coronavirus.

Medici e infermieri da sempre hanno a che fare, ogni giorno, ogni ora, con pazienti affetti da patologie anche più gravi, interventi chirurgici delicatissimi, mali difficili da curare.

E’ il loro lavoro. Ma raramente si riducono in questo stato di sfinimento fisico e morale.

A ridurre medici e infermieri in queste condizioni siete voi.
Voi che uscite di casa e ve ne sbattete delle regole, degli altri e di chi sta dando l’anima.

Voi che andavate all’aperitivo nonostante la gente già morisse e i focolai crescessero. E intervistati dai giornalisti rispondevate: “Ma tanto io sono giovane” o “Ma tanto prende solo i vecchi” o “Ma io aiuto l’economia” o “Brindiamo al coronavirus”.

Voi che ancora adesso fate grigliate in campagna e feste nei condomini con gli amici e i vicini perché non avete capito un cazzo.

Voi che ancora adesso trovate ogni scusa per andarvene in giro, anche più volte al giorno, perché a casa vi scocciate.

Voi che da settimane avete deciso di aiutare il contagio a diffondersi, voi che avete deciso di ingolfare gli ospedali e far collassare il sistema sanitario perché non siete capaci di affrontare nemmeno un sacrificio che si chiama divano.

Voi che solo ieri siete stati denunciati in 8mila (ottomila!) per aver violato le prescrizioni. E chissà in quanti milioni avete fatto lo stesso, ma semplicemente non siete stati beccati.

Ecco, siete voi che state riducendo medici e infermieri in queste condizioni.
Per non parlare dei pazienti, dei lutti e delle famiglie straziate.
Non il coronavirus.

Quello, se non fosse per la gente che si ostina ad andare in giro, probabilmente, sarebbe affrontato con un minimo di fatica e di lutti in meno.

Quando lo capirete sarà sempre ora.

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Coronavirus. Quando Bill Gates metteva in guardia. https://www.paolovaccarello.net/coronavirus-quando-bill-gates-metteva-in-guardia/ Sun, 15 Mar 2020 12:40:40 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1857

Dal post Facebook di Emilio Mola

E’ il 2015. Il 2015.
Bill Gates, fondatore di Microsoft, sale sul palco del Tedx di Vancouver e pronuncia queste incredibili parole:

“Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone nei prossimi decenni è più probabile che sia un virus altamente contagioso piuttosto che una guerra. Non missili ma microbi. Abbiamo investito tanto in armi, ma pochissimo in un sistema che possa fermare un’epidemia. E noi non siamo pronti per la prossima epidemia”.

“Pur avendo, se volessimo, tutte le tecnologie per farci trovare pronti”.

Bill Gates non è un veggente.
E’ un uomo che, divenuto il più ricco del pianeta, ha deciso di investire i suoi soldi, decine di miliardi di euro, per combattere le epidemie nel mondo: dalla malaria all’ebola.

Per questo conosce così bene il problema.
E sapeva e sa ciò che tutti sapevano e sanno.

E cioè che sul pianeta ormai siamo tantissimi, stiamo occupando sempre più spazi della natura aumentando la probabilità che viurs di animali si adattino all’uomo, e siamo tutti fisicamente connessi.
Che quindi le epidemie sono e saranno le piaghe del futuro.

Nel 2018, appena due anni fa, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia i governi del mondo dal rischio di una epidemia alle porte chiamata nel documento in questione “Malattia X”.

E allora perché, perché ci siamo fatti trovare tutti così impreparati?

Ecco, immaginate se mesi o anni fa in Italia qualcuno si fosse messo a dire quelle parole di Bill Gates. A dire alla politica che anziché occuparsi di barconi e buongiornissimi avrebbe fatto meglio a preparare il nostro sistema sanitario. Argomento noioso e complesso.

Sappiamo tutti cosa sarebbe successo.

Titolo di Libero: “Ecco i gretini che portano sfiga”. Sottotitolo: “Grattiamoci i coglioni”. Salvini: “Le mamme e i papà, professoroni, la Madonna, i problemi sono altri, amici caffé, basta invasione, Bibbiano”. Gli altri politici e giornali: silenzio.

Perché? Perché il problema sono loro?
Sì, ma siamo anche noi.

Se noi la finiremo di andare dietro alle cazzate e finalmente, dopo questa esperienza, capiremo che competenza, prevenzione e serietà sono più importanti di felpe, slogan e titoloni, forse, ma forse, anche la politica si adeguerà. E non ci troveremo più, si spera, in queste condizioni.

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Coronavirus. La follia sta nell’incapacità di utilizzare diversamente il tempo. https://www.paolovaccarello.net/coronavirus-la-follia-sta-nellincapacita-di-utilizzare-diversamente-il-tempo/ Tue, 10 Mar 2020 09:13:35 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1854

Dal profilo Facebook di Stefano RogalDorn Primarca Rosadoni

C’è un panico che vive ogni giorno e da decenni nelle nostre vite. Una follia che appartiene al nostro tempo e che la SARS covid19 contribuisce a mostrare in tutta la sua evidenza e in tutto il suo sconcertante apparire.

Questa follia, questo panico, si chiama edonismo. Quella necessità, cioè, di doversi per forza abbandonare al piacere fine a se stesso, quell’imperativo categorico del “doversi divertire” per forza. L’assenza di alternative con cui consumare il proprio tempo, anche per un periodo che potrebbe essere breve, anche per solo due o tre settimane.

Questa follia per cui diviene impossibile rinunciare all’aperitivo, alla ubriacatura del venerdì e del sabato sera. Questa assurda necessità di doversi ritrovare in mezzo a gente, perlopiù sconosciuta, e che mai sfiorerà, neanche minimamente, i percorsi davvero importanti e decisivi della nostra vita. La folle necessità di doversi confondere tra fumi di stordimento e ebrezze alcooliche, tra risate e musica a tutto volume.

La SARS covid19 ci sta (spero) insegnando qualcosa, e cioè il fatto che siamo incapaci di “usare” il tempo che abbiamo a disposizione (unica cosa che davvero ci appartiene) e che ci arrendiamo, invece, alla semplice funzione di “consumarlo” come fosse legna da ardere.

Il tempo, l’unico bene davvero prezioso che abbiamo.

Più dell’oro, più del denaro.

Più di uno stormo impazzito di risate, grida, parole vuote e senza alcun significato.

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Le responsabilità della fuga da Milano e dalla Lombardia. https://www.paolovaccarello.net/le-responsabilita-della-fuga-da-milano-e-dalla-lombardia/ Sun, 08 Mar 2020 10:29:40 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1847 stazione di milano fuga da epidemia coronavirus

stazione di milano fuga da epidemia coronavirus

Ieri sera una indiscrezione di stampa (confermata) ha scatenato il panico e dato vita ad un fenomeno pericolosissimo in corso di epidemie conosciuto come “effetto Kaffa” dalla storia della diffusione della peste nera del 1300 che ha visto nelle dinamiche avvenute nella città della Crimea (l’attuale Feodosia), l’impulso alla diffusione della peste dall’oriente al continente Europeo.

Il decreto è stato firmato nella notte (TESTO) e riporta l’allargamento della zona rossa con il forte inasprimento di misure restrittive e soprattutto della libertà di spostamento delle persone. Misure che ritengo personalmente necessarie e tardive visto l’evoluzione della situazione ma confido che la scelta sia stata, oltre che sofferta, studiata nei modi e nei tempi dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità di cui mi fido ciecamente. Misure che naturalmente avrebbero scatenato il panico. Anticiparne l’uscita ha semplicemente favorito la corsa alle stazioni e lo avrebbe capito anche un bambino.

Ci sono a mio avviso delle gravi responsabilità su quanto accaduto è lo stesso Presidente Conte si è mostrato durante la notte visibilmente irritato per la fuga di notizie che ha prevedibilmente scatenato il panico dando vita a due pericolosi fenomeni. La fuga verso il centro e sud Italia in massa di persone residenti nelle zone rosse, persone che per definizione si trovano potenzialmente a rischio di essere entrati in contatto con il virus, avvenuta con mezzi di trasporto pubblico saturi di passeggeri.

Le responsabilità partono da chi, tra le persone vicine agli esponenti di governo ed agli uffici dei Ministeri ha avuto l’idea folle di passare la bozza del decreto ai giornali. Ma le responsabilità sono anche di tutti i giornalisti e dei giornali che non hanno perso tempo a renderle pubbliche e darne risonanza. Non so se si rendono conto del danno che potenzialmente rischiano di aver causato. Sperando che gli effetti non siano cosi disastrosi, tra otto giorni sarò comunque qui a ricordarglielo e spero vivamente che anche dal Governo vengano prese le misure adeguate sia per prevenire fatti del genere in futuro che per individuare e punire chi si è reso responsabile del fatto.

L’eventuale impennata dei casi tra 8-10 giorni al centro e sud Italia sarà da attribuire quasi totalmente a questa assoluta mancanza di responsabilità sia di chi dovrebbe assicurare la riservatezza al solo fine di garantire la sicurezza nazionale che di chi dovrebbe selezionare le notizie da dare per non creare allarmismi. Situazione già successa nel corso di questa epidemia e per la quale i giornalisti avevano pubblicamente riconosciuto delle responsabilità relativamente all’allarmismo dei primi giorni. Un mea culpa che non sembra a questo punto avere sortito una reale presa di coscienza sul ruolo esercitato e sul danno che una comunicazione errata può – più o meno direttamente – arrecare alla sicurezza e alla salute delle persone.

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Lo sciacallaggio politico-sanitario sul coronavirus https://www.paolovaccarello.net/lo-sciacallaggio-politico-sanitario-su-coronavirus/ Fri, 06 Mar 2020 18:50:31 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1830 sciacalli

sciacalli

È iniziato sin da subito nel mondo politico come la naturale continuazione della campagna elettorale perenne cui assistiamo da un paio di anni. I politici Italiani degni rappresentanti di un popolo senza vergogna tentano di lucrare consenso anche sull’emergenza coronavirus e mentre quest’ultima non solo è in corso, ma sembrerebbe nella fase iniziale. Chi critica le misure del Governo (dall’opposizione) a suo avviso inutili chi dice che non si fa abbastanza e chi le ritiene troppo dure annunciando disastri economici. Naturalmente il fenomeno per eccellenza è stato in grado di posizionarsi in tutti e tre gli insiemi nell’arco di una settimana.

È dovuto intervenire persino il Presidente Mattarella, come un padre che riprende i bambini, per far presente che non è il momento di litigare e di dividersi. Non è più tollerabile questo stillicidio di attacchi ma è il momento di lavorare uniti e remare tutti nella stessa direzione.

Fin qua sto ricalcando l’intervento di ieri sera alla trasmissione “piazzapulita” su La7 del direttore de Il Fatto Quotidiano Peter Gomez e che condivido pienamente. Con modi pacati e con capacità che non posso minimamente eguagliare ha rappresentato perfettamente l’idiozia di certi esponenti politici nazionali in queste fasi delicate della crisi.

Quello a cui mi volevo però dedicare in questo post non è tanto lo sciacallaggio dei politici sull’emergenza in quanto ci hanno già abituato a questo ed altro e queste vicende non meritano neppure attenzione in un momento così delicato della storia del nostro paese ma piuttosto agli interventi a vario titolo di personaggi che gravitano all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. Mi riferisco ad alcuni medici, infermieri e sindacalisti (medici o del comparto) oltre a opinionisti non meglio identificati i quali in questi giorni, si stanno rendendo attori di uno spettacolo penoso.

Si approfitta di una situazione così delicata per affermare la propria esistenza e per portare avanti battaglie e questioni che si trascinano da anni. Interventi su social per apparire voci autorevoli nella cabina di regia, con la foto posata e l’istanza spesso dai toni perentori. Situazioni che non riesco neppure a definire ridicole e che appaiono solo come un tentativo malcelato di accrescere il proprio consenso ma che concretamente, nel risolvere o tentare di aiutare a risolvere l’emergenza in atto, sono la rappresentazione perfetta del vuoto spinto.

Persone che in questa situazione hanno evidentemente molto tempo a disposizione a differenza di chi sta lavorando più ore di quante un orologio possa contarne in situazioni che definire stressanti sarebbe un eufemismo. Vanno e vengono da Roma per portare a casa la stretta di mano o la pacca sulla spalla da poter ostentare come grande risultato, postano video su Facebook e rilasciano interviste a TV giornali comodamente lontani anni luce dalle zone interessate al contagio e quindi dall’alto della loro inesperienza diretta.

Ostentatori di esposti, di querele, di PEC varie a mezzo social che in questo modo convincono i propri fans della bontà delle loro azioni perchè tanto poco importa se fra qualche mese o anno le stesse si dimostreranno gli ennesimi flop di battaglie che non smetterò di ripetere sono assolutamente fuori luogo, fuori tempo e dimostrano che gli stessi non hanno ascoltato o non hanno compreso il discorso del Presidente.

C’è chi, essendo dotato di intelligenza, agisce in modo più subdolo e ad un occhio poco attento o ad un lettore senza memoria delle vicende riesce a convincere. Forte di etichette equivoche si erge a rappresentante nazionale di sistemi dei quali non esistono rappresentanti nazionali e che in realtà rappresenta poco più di se stesso.

C’è chi, meno intelligente, sfrutta anch’esso la situazione partendo da affermazioni ovvie come i tagli alla sanità dall’era Monti in poi e la piega per adattarne il contesto alle tesi che ha sempre portato avanti. Come ad esempio la paura di task shifting e altre stronzate simili di cui in questo momento a chi lavora con qualunque qualifica nell’unità di crisi della Protezione Civile, nei PS SET-118 Rianimazioni della bassa Lombardia e dell’Emilia, al Ministro e più di tutti ai cittadini preoccupati frega il giusto. Cioè molto meno di un cazzo.

Non mi aspetto che qualora uno di questi legga, possa comprendere l’immensità dello schifo che porta dentro visto che sta approfittando di una crisi sanitaria epocale per un secondo fine (anche se ritenuto giusto sia chiaro). Probabilmente sperano di riuscire nella confusione e nell’enorme mole di lavoro ad infilarsi ed ottenere quello che nel normale dibattito istituzionale e tra enti non sono riusciti fino ad oggi ad ottenere. Vergogna.

Cu sa senti, stringi i denti.

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Lombardia. È assalto di chiamate al NUE 112 per emergenza coronavirus https://www.paolovaccarello.net/lombardia-e-assalto-di-chiamate-al-nue-112-per-emergenza-coronavirus/ Mon, 24 Feb 2020 09:23:37 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1824 Sala Operativa Numero Unico Emergenza (NUE) 112

Sala Operativa Numero Unico Emergenza (NUE) 112

A seguito della divulgazione ufficiale da parte di Governo e Ministero relativamente alla diffusione dell’infezione da virus SARS-CoV-2 (nuovo coronavirus) si è sparso prevedibilmente il panico nelle aree colpite, in quelle prossime e non solo. Il tutto nonostante gli immediati provvedimenti relativi alla risposta del SSN come l’istituzione di un numero unico nazionale per le informazioni il 1500, i numeri verdi regionali di Lombardia/Veneto e le raccomandazioni di fare riferimento ai Medici di Base e Pediatri, l’assalto ai numeri dell’emergenza non si è fatto attendere.

Le chiamate sia per semplici informazioni che per sintomatologie vaghe unite ad un ansia di mancata risposta di Medici e numeri nazionali comprensibilmente intasati hanno dirottato le richieste verso i numeri dell’emergenza sanitaria.

Anche la diffusione su social network ha sicuramente contribuito ad accrescere l’apprensione soprattutto in persone predisposte. No si tratta solo delle Fake News, alcune peraltro molto allarmistiche e verosimili già sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, ma anche delle informazioni vere rilanciate decine di migliaia di volte fino a riempire completamente le timeline degli utenti e accrescendo indirettamente l’apprensione.

La SIEMS (Società Italiana Emergenza Sanitaria) rende noti i dati relativi alle centrali operative NUE-112 Lombarde interessate e parlando di “grande paura” riporta nel comunicato:

“Telefonate in aumento esponenziale ai numeri di emergenza: e superlavoro per tutte le figure del soccorso. Un grazie a tutti gli operatori e poi l’appello: chiamate solo se vera emergenza”

NUMERO TELEFONATE
RICEVUTE DAL 112
NELLE 24 ORE
Domenica 16 febbraio
(nessun allarme
particolare)
Venerdì 21 febbraio
(Primi casi nel
Lodigiano)
Sabato 22 febbraio
Centrale 112 di Brescia
(cui fa riferimento il
territorio di Lodi)
3266669413149
Centrale 112 Milano5086679810657
Centrale 112 Genova221527082704
Fonte SIEMS (Società Italiana Emergenza Sanitaria)

Le chiamate della centrale di Brescia, dove sono instradate tutte le richieste del Lodigiano, risultano più che triplicate rispetto alla media mentre a Milano sono raddoppiate. In entrambi i casi il trend è comunque in aumento al 22 febbraio. Anche Genova, che pure non registra casi confermati di COVID-19 (malattia provocata dal coronavirus), registra un aumento delle chiamate del 22% cioè di circa 500 chiamate in più al giorno rispetto al volume pre-COVID-19.

Questi numeri sono la rappresentazione di un fattore di stress per i sistemi di emergenze che, nel caso di ricorso improprio al servizio, rischiano di influenzare negativamente la risposta alle emergenze reali legate e non al COVID-19.

La nota SIEMS chiude con due osservazioni già riportate anche dalle fonti istituzionali e cioè:

  1. E’ necessario che i cittadini siamo consapevoli della necessità di chiamare l’emergenza sanitaria (direttamente o attraverso l’112) solo in casi di vera emergenza, per non intasare le Centrali e rendere meno efficace e più tardivo il soccorso per i casi gravi Ci uniamo all’invito ad utilizzare il numero che il Ministero della salute ha messo a disposizione per le informazioni (1500) e laddove esistente come in Lombardia (800894545) il numero messo a disposizione dalle Istituzioni regionali per i residenti nelle ”zone rosse” o per informazioni (in Veneto 800462340).
  2. E’ importante riconoscere l’enorme lavoro che i nostro operatori sanitari e tecnici stanno svolgendo in queste ore, insieme ai volontari, anche in situazioni di oggettiva difficoltà. A loro va tutto il nostro sostegno e la nostra stima.

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Competenze avanzate: le regioni approvano le linee guida. https://www.paolovaccarello.net/competenze-avanzate-le-regioni-approvano-le-linee-guida/ Thu, 20 Feb 2020 16:55:49 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1813

Buone notizie dalla Conferenza delle Regioni alla riunione di oggi. È stato approvato e pubblicato il documento contenente i percorsi applicativi degli articoli 16-23 del CCNL Comparto Sanità 2016-2018.

Un passaggio atteso dalla firma del contratto e da quando, per la prima volta, venivano istituite le figure di infermiere esperto ed infermiere specialista ma senza chiare specifiche sui ruoli, sulle competenze, sui percorsi formativi ecc.. Quello di oggi è un passaggio importante perché sancisce il via libera alla qualificazione in tal senso del personale ma mancano ancora passaggi delle singole regioni e delle aziende sanitarie che serviranno a meglio declinare aspetti fondamentali come requisiti (esperienza, titoli ecc.), percorsi formativi e inquadramento retributivo.

Questa mattina era giunta, a mio avviso tardivamente, la richiesta di posticipare la decisione da parte del Presidente FNOMCeO al fine di poter contribuire al documento definitivo la cui bozza era stata pubblicata ieri e approvata sostanzialmente senza variazioni oggi. Definirei quanto meno curioso questo tentativo di “collaborazione” nei minuti di recupero. Sia chiaro, sono sempre stato convinto che se nel 2009, quando gli ordini dei medici iniziarono localmente gli scontri su algoritmi e protocolli locali, la Feederazione dei Medici si fosse seduta attorno a un tavolo sull’argomento, ci troveremo oggi oltre ad aver concluso il percorso con qualche anno di anticipo a constatare come la presenza dei medici fosse stata incisiva.

Si è scelto invece dal livello centrale il silenzio (o quasi) sulle vicende che negli ultimi anni hanno portato, in modo evidentemente traumatico, al riconoscimento sancito oggi. Anzi si è scelto recentemente di accompagnare per mano una mozione, divenuta proposta di legge di riforma del 118, che va nella direzione opposta al riconoscimento di ruoli qualificati e di autonomia per gli infermieri del 118.

Le indicazioni contenute nel documento riguardano anche numerosi ambiti infermieristici e non, individuati come idonei al riconoscimento delle competenze avanzate per cui rimando alla lettura del documento ufficiale in allegato.

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