Quandolodicoio https://www.paolovaccarello.net Personal blog di Paolo Vaccarello - #SempliceInfermiere Thu, 20 Feb 2020 16:55:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 https://www.paolovaccarello.net/wp-content/uploads/2020/02/cropped-favicon-quandolodicoio-32x32.jpeg Quandolodicoio https://www.paolovaccarello.net 32 32 Competenze avanzate: le regioni approvano le linee guida. https://www.paolovaccarello.net/competenze-avanzate-le-regioni-approvano-le-linee-guida/ Thu, 20 Feb 2020 16:55:49 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1813

Buone notizie dalla Conferenza delle Regioni alla riunione di oggi. È stato approvato e pubblicato il documento contenente i percorsi applicativi degli articoli 16-23 del CCNL Comparto Sanità 2016-2018.

Un passaggio atteso dalla firma del contratto e da quando, per la prima volta, venivano istituite le figure di infermiere esperto ed infermiere specialista ma senza chiare specifiche sui ruoli, sulle competenze, sui percorsi formativi ecc.. Quello di oggi è un passaggio importante perché sancisce il via libera alla qualificazione in tal senso del personale ma mancano ancora passaggi delle singole regioni e delle aziende sanitarie che serviranno a meglio declinare aspetti fondamentali come requisiti (esperienza, titoli ecc.), percorsi formativi e inquadramento retributivo.

Questa mattina era giunta, a mio avviso tardivamente, la richiesta di posticipare la decisione da parte del Presidente FNOMCeO al fine di poter contribuire al documento definitivo la cui bozza era stata pubblicata ieri e approvata sostanzialmente senza variazioni oggi. Definirei quanto meno curioso questo tentativo di “collaborazione” nei minuti di recupero. Sia chiaro, sono sempre stato convinto che se nel 2009, quando gli ordini dei medici iniziarono localmente gli scontri su algoritmi e protocolli locali, la Feederazione dei Medici si fosse seduta attorno a un tavolo sull’argomento, ci troveremo oggi oltre ad aver concluso il percorso con qualche anno di anticipo a constatare come la presenza dei medici fosse stata incisiva.

Si è scelto invece dal livello centrale il silenzio (o quasi) sulle vicende che negli ultimi anni hanno portato, in modo evidentemente traumatico, al riconoscimento sancito oggi. Anzi si è scelto recentemente di accompagnare per mano una mozione, divenuta proposta di legge di riforma del 118, che va nella direzione opposta al riconoscimento di ruoli qualificati e di autonomia per gli infermieri del 118.

Le indicazioni contenute nel documento riguardano anche numerosi ambiti infermieristici e non, individuati come idonei al riconoscimento delle competenze avanzate per cui rimando alla lettura del documento ufficiale in allegato.

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Il piede in due scarpe https://www.paolovaccarello.net/il-piede-in-due-scarpe/ Tue, 18 Feb 2020 09:15:04 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1791 tentativo di indossare due scarpe in un piede

tentativo di indossare due scarpe in un piede

“È necessario dare uniformità al Sistema, ora estremamente frammentato sul territorio nazionale. In particolare deve esserci ovunque un congruo numero di mezzi di soccorso avanzato con a bordo il medico, l’infermiere e l’autista soccorritore, pronti a lavorare in sinergia. Oggi nelle diverse Regioni abbiamo le più variegate procedure e organizzazioni. L’assistenza deve invece essere uguale da Bolzano alla Sicilia: in qualunque posto si trovi, il paziente deve essere trattato nella miglior maniera e nel minor tempo per assicurargli una sopravvivenza di qualità. Questo significa concretizzare quella tutela dei diritti, alla salute, all’uguaglianza, che, come Ordine, siamo chiamati a garantire”

Ipse dixit Dott. Filippo Anelli, Presidente Fnomceo

9 ottobre a.D. 2019 fonte: quotidianosanità.it

Mentre ieri, dopo mesi di silenzio sull’argomento come ad osservare da che parte stesse per cambiare il vento, lo stesso Dott. Anelli esprime condivisione per la mozione Fnopi:

“Sembra che le professioni sanitarie siano finalmente insieme sulla strada giusta della valorizzazione delle competenze, peculiari di ciascuna e sinergiche per la qualità e la sostenibilità del Servizio Sanitario nazionale, senza invasioni di campo di alcun genere…”

Ipse dixit Dott. Filippo Anelli, Presidente Fnomceo

17 febbraio a.D. 2020 fonte: quotidianosanità.it

La mozione Fnopi cui fa riferimento il Dott. Anelli parla di riconoscimento delle competenze acquisite dagli infermieri e della necessità di formare infermieri specializzati e in particolare stringe sul settore emergenza-urgenza 118 e cito:

“…respingono con forza (i 102 Presidenti OPI ndr) passi indietro e accettano solo modelli innovativi, coraggiosi e responsabili per realizzare i quali sono a disposizione delle Istituzioni.”

La dichiarazione in apertura fa invece riferimento alla mozione promossa da sis 118 che oggi è invece una proposta di legge a tutti gli effetti.

È chiaro che le due dichiarazioni, seppur scritte a mio avviso nell’intento e con un’abile tentativo di non scontentare nessuno, dicano due cose o comunque supportino due mozioni che su quello specifico punto sono agli antipodi.

Nel primo caso si afferma, dico giustamente, la necessità di dare uniformità al sistema ma spinge sul modello Balzanelli cioè mezzi di soccorso avanzati esclusivamente con medico, infermiere ed autista soccorritore.

Più volte ho parlato dei vari livelli di risposta presenti nei sistemi 118 regionali, l’ultima senza scendere molto nei dettagli 3 giorni fa in occasione della notizia sulla mozione Fnopi. Lo stesso giorno su quotidianosanita.it usciva una lettera del collega Roberto Romano (Presidente SIIET Società Italiana Infermieri di Emergenza Territoriale) molto interessante e che riprende in un passaggio il tema della risposta del 118 su più livelli rispetto a quello auspicato dal Dott. Anelli il 7 ottobre scorso. Un modelle che rispetto all’attuale configurazione di quei sistemi appare più un appiattimento su posizioni medico-centriche.

La mozione Fnopi di cui ieri il Dott. Anelli si compiaceva pubblicamente, sul 118 dice esattamente l’opposto. Cioè che sugli attuali modelli di impiego degli infermieri nel 118 non si accettano passi indietro.

Per cui non è chiaro se queste dichiarazioni siano espressione di un non dichiarato e radicale cambio di vedute sull’argomento o una semplice espressione di cerchiobottismo finalizzato ad apparire semplicemente sul pezzo e rendere edotti noi lettori della sua esistenza senza mai scontentare nessuno.

Penso che non lo scopriremo mai, ma resto comunque in attesa di capire veramente se il Dott. Anelli e Fnomceo siano a favore di una riforma del 118 dove i livelli di risposta siano 3 o più e dove l’infermiere, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di tutti, abbia finalmente riconosciuti i margini di autonomia (e le relative responsabilità) che faticosamente negli anni ha conquistato e che qualcuno vorrebbe cancellare con un colpo di spugna.

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Mozione FNOPI: su infermieri 118 respingiamo qualunque passo indietro https://www.paolovaccarello.net/mozione-fnopi-sul-infermieri-118-respingiamo-qualunque-passo-indietro/ Sat, 15 Feb 2020 15:03:48 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1768 Tavolo Fnopi ministero con Mangiacavalli e Speranza

Tavolo Fnopi ministero con Mangiacavalli e Speranza

Questa mattina FNOPI (Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche) presenta la propria mozione per lo sviluppo della professione e del Servizio Sanitario Nazionale, accolta e firmata dal Ministro Roberto Speranza che dichiara di aver trovato tutti gli aspetti che servono davvero a caratterizzare un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) efficiente, universale e di qualità quale è il nostro. La notizia con il commento è reperibile sul sito FNOPI (LINK) come il testo completo della mozione che potete scaricare anche da qui (SCARICA MOZIONE FNOPI)

Quello su cui mi volevo soffermare è invece, neanche a dirlo, la parte relativa alla valorizzazione delle competenze acquisite negli anni in primis nel settore dell’Emergenza Urgenza 118 con la richiesta urgente e non più rinviabile di stabilire percorsi di studio utili alla formazione di infermieri specializzati. Riporta la mozione:

Sottolineano che l’obiettivo della professione infermieristica è rendere coerente l’esercizio professionale con le competenze acquisite nel corso degli anni, grazie a uno specifico percorso di studi rigoroso e robusto e in continua evoluzione e che necessità anche di una profonda revisione dei percorsi didattici alla luce della nuova epidemiologia della popolazione e della necessità improcrastinabile di avere infermieri specializzati.

Giudicano in questo senso la prima valorizzazione da attuare quella sul tema dell’emergenza urgenza-118 per la quale respingono con forza passi indietro e accettano solo modelli innovativi, coraggiosi e responsabili per realizzare i quali sono a disposizione delle Istituzioni.

Un primo passo verso l’auspicato riconoscimento dei modelli dove l’infermiere del 118 è inquadrato anche in un contesto di autonomia. Finalmente. Ricalca in parte quello che io ed altri ripetiamo da tempo, e cioè, che senza in alcun modo sostituire il medico, l’infermiere del 118 operante sui mezzi di soccorso in autonomia (da decenni ormai) merita il riconoscimento ma soprattutto la chiarezza e la tutela normativa sul ruolo e sulle funzioni anche al fine di consentire a tutti di svolgere il proprio dovere con la serenità che la delicatezza del compito richiede.

Il sistema 118 è e deve essere più articolato di quello che qualcuno vorrebbe. Riguardo alla realtà che conosco perché ci lavoro da 15 anni ormai posso affermare senza timore di smentita che la de-medicalizzazione non è mai esistita e che anzi, ad oggi la presenza di medici (intese come postazioni di mezzi con medico) nel SET-118 è al contrario aumentata e questo non è un male, anzi. Ma sostenere di voler dotare ogni singola area dalla più urbanizzata alla più remota e disabitata di equipaggi con medico, infermiere e autista è utopia. Un desiderio che tutti vorrebbero ma semplicemente irrealizzabile perché insostenibile.

Ed è per questo che i sistemi 118 più “anziani” sul territorio ragionano e lavorano da decenni su una più accurata suddivisione della risposta in termini di capacità assistenziale in modo da poter permettere una equa distribuzione delle risorse sul territorio garantendo già da quasi 30 anni la possibilità di medicalizzazione precoce a tutti senza la necessità di dotare ogni singola postazione di medico, infermiere e autista ne di prevedere ingaggi di mezzi con questa capacità (la massima possibile), anche su interventi codificati dalla chiamata non come emergenze.

Al netto di quanto sopra e di quanto accaduto in questi giorni devo però aggiungere un ulteriore e triste constatazione. Esiste una parte di infermieri che non si identifica nel secondo punto riportato sopra ed inserito nella mozione dalla federazione. Credo perché cresciuti in un sistema completamente diverso e quindi perché non hanno mai avuto modo di vedere quali siano i loro stessi possibili potenziali inespressi in grado di creare un sistema di risposta alle emergenze più articolato, efficace ed efficiente. Il tutto senza le temute “invasioni di campo”.

Consapevole del montare di qualche mal di pancia si spera solo che alle parole seguano i fatti.

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Il giustizialismo a corrente alternata https://www.paolovaccarello.net/il-giustizialismo-a-corrente-alternata/ Sat, 15 Feb 2020 07:52:07 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1764

Il caso Gregoretti è solo l’ennesimo esempio di doppiopesismo operato dal M5S di Governo. Si perché fino a quando il compito era fare opposizione la linea so moltissimi aspetti era chiara e intransigente ma una volta la Governo, costretti a fare i conti con la realtà, tutto è diventato il “mandato zero”, ossia la giustificazione con la quale non riusciresti a convincere nemmeno mio figlio di 5 anni.

Chiariamo, non che mi dispiaccia il fatto che Salvini sia finalmente chiamato a rispondere sul caso Gregoretti, solo che leggendo la vicenda in chiave difensiva non si capisce perché il MoVimento del chi sbaglia paga aveva graziato capitan felpa sul caso Diciotti assumendosene addirittura la corresponsabilità con una dichiarazione di “scelta condivisa”.

In pratica, a pensar male, quando la decisione riguardava Salvini alleato di governo abbiamo assistito alla grande giravolta del giustizialismo 5 stelle finalizzata a garantire la stabilità di Governo. Perché allora votare l’autorizzazione sarebbe stato come imbracciare una motosega e tagliare il ramo sul quale si sta seduti. E seduti comodi.

Oggi, lo stesso Salvini per fatti analoghi, non è più l’alleato di governo ma il genio politico che ha lanciato la crisi d’agosto convinto di andare ad elezioni ma che in realtà è finito all’opposizione. Quindi dietrofront, e si torna garanti della legge. Ma tutto questo denota la deriva della coerenza di cui ho già parlato diverse volte. L’ennesimo episodio di giravolta, in questo caso doppia, che probabilmente intacca ancora un pochino la credibilità del M5S ormai ai minimi storici dalla nascita.

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Articoli correlati. Come aggiungerli senza utilizzare plugin https://www.paolovaccarello.net/articoli-correlati-come-aggiungerli-senza-utilizzare-plugin/ Tue, 11 Feb 2020 23:42:32 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1750

In questo breve tutorial vi mostrerò come aggiungere un carosello di articoli correlati (c.d. related posts) con l’immagine in evidenza e il titolo in fondo ad ogni pagina/articolo del vostro blog. Il tutto senza utilizzo di plugin nel caso utilizziate wordpress o altri CMS. Il risultato atteso è molto simile a quanto presente in questo blog.

Prima di partire occorre avere un minimo di dimestichezza con i file del tema in uso e soprattutto conoscere dove sono collocati e quali andare a modificare. Come al solito consiglio, soprattutto a chi utilizza wordpress, la predisposizione di un tema child con un duplicato del foglio di stile (di solito denominato style.css).

Primo passo definiamo gli stili css quindi una volta individuato il vostro stilesheet file incollate il codice di seguito:

 @media only screen
    and (min-device-width : 480px){
        .relatedconteiner {
            width: 33%;
            padding-left: 10px;
            float: left;
            padding-top: 10px;
        }
        .relatedcontent a:link{
            font-size: 20px;
            text-decoration: none;
            color: rgba(0, 0, 0, 0.685);
        }
        .relatedcontent a:visited{
            font-size: 20px;
            text-decoration: none;
            color: rgba(0, 0, 0, 0.685);
        }
        .relatedthumb {
            width: 98%;
        }
        #relatedposts h3 {
           font-size: 24px;
           font-weight: 100;
           font-family: arial black;
           text-decoration: none;
           color: rgba(0, 0, 0, 0.685);
           padding-left: 0px;
           padding-top: 0px;
           margin-top: 10px;
           margin-bottom: 10px;
        }
        .post-meta {
            clear: left;
        }
    }

@media only screen
    and (max-device-width : 480px){
#relatedposts {
    font-size: 12px;
    font-weight: 400;
    font-family: arial black;
    text-decoration: none;
    color: rgba(0, 0, 0, 0.685);
    padding-left: 10px;
    }
.relatedthumb {
    width: 95%;
    padding-top: 15px;
}
#relatedposts h3 {
    padding-top: 0px;
    margin-top: 0px;
    margin-bottom: 5px;
}
.relatedcontent a:link {
        text-decoration: none;
        color: rgba(0, 0, 0, 0.685);
}
.relatedcontent a:visited {
        text-decoration: none;
        color: rgba(0, 0, 0, 0.685);
}
    } 

Le impostazioni di stile hanno anche qualche differenza tra visualizzazione da PC o smartphone per rendere più gradevole il risultato.

Adesso passiamo al codice php che andrà inserito nella posizione in cui volete che appaia il carosello di articoli. Una volta individuato il file inserite il codice seguente nella posizione desiderata:

<?php $orig_post = $post;
global $post;
$tags = wp_get_post_tags($post->ID);
if ($tags) {
$tag_ids = array();
foreach($tags as $individual_tag) $tag_ids[] = $individual_tag->term_id;
$args=array(
'tag__in' => $tag_ids,
'post__not_in' => array($post->ID),
'posts_per_page'=>3, // Numero di articoli correlati da mostrare
'caller_get_posts'=>1
);
$my_query = new wp_query( $args );
if( $my_query->have_posts() ) {

echo '<div id="relatedposts"><hr><center><h3>Potrebbe interessarti</h3></center>';

while( $my_query->have_posts() ) {
$my_query->the_post(); ?>
<div class="relatedconteiner">
<div class="relatedthumb"><a href="<? the_permalink()?>?utm_source=link%20interno&utm_medium=articoli%20correlati&utm_campaign=<?php the_title(); ?>" rel="bookmark" title="<?php the_title(); ?>"><?php the_post_thumbnail(); ?></a></div>
<div class="relatedcontent">
<?php the_time('j M, Y') ?>
<h3><a href="<? the_permalink()?>?utm_source=<?php bloginfo( 'name' ); ?>&utm_medium=articoli%20correlati&utm_campaign=<?php the_title(); ?>" rel="bookmark" title="<?php the_title(); ?>"><?php the_title(); ?></a></h3>
<a href="<? the_permalink()?>?utm_source=<?php bloginfo( 'name' ); ?>&utm_medium=articoli%20correlati&utm_campaign=<?php the_title(); ?>" rel="bookmark" title="<?php the_title(); ?>"><span class="button">Leggi</span></a>
</div>
</div>

<? }
echo '</div>';
}
}
$post = $orig_post;
wp_reset_query(); ?> 

Il codice qui sopra permette di mostrare gli articoli correlati perché contenenti gli stessi tag dell’articolo mostrato in pagina ed i link sono settati in modo da avere anche un link di tracciamento google analytics. Se utilizzate GA infatti troverete nella sezione acquisizione come sorgente il nome del blog (?utm_source=<?php bloginfo( ‘name’ ); ?>), come mezzo “articoli correlati” (&utm_medium=articoli%20correlati) e come evento/hit il titolo del post (&utm_campaign=<?php the_title(); ?>). Potete modificare intestazione e numero di post da mostrare agendo sul numero (‘posts_per_page’=>3).

Riguardo i pulsanti dovrete individuare con quale nome viene richiamata la classe del vostro foglio di stile e sostituire la classe “button” (<span class=”button”>Leggi</span>) oppure potete scegliere di rimuovere questa parte di codice e non mostrare alcun pulsante.

Se preferite visualizzare gli articoli di pertinenza in base alla categoria e non al tag modificare la prima parte con questo:

<?php $orig_post = $post;
global $post;
$tags = wp_get_post_tags($post->ID);
if ($tags) {
$tag_ids = array();
foreach($tags as $individual_tag) $tag_ids[] = $individual_tag->term_id;
$args=array(
'tag__in' => $tag_ids,
'post__not_in' => array($post->ID),
'posts_per_page'=>5, //  Numero di articoli correlati da mostrare.
'caller_get_posts'=>1
);
$my_query = new wp_query( $args );
if( $my_query->have_posts() ) { //continuare da echo...

Ultima aggiunta utile può essere la condizione per visualizzare il carosello degli articoli correlati soltanto negli articoli. Questo si rende necessario se il file che carica il contenuto del vostro tema è lo stesso per pagine e articoli e si vuole mostrare il carosello solo nelle pagine di articoli. il consiglio che vi do è quello di creare un nuovo file e nominarlo ad esempio carosello.php all’interno del quale caricare il codice php mostrato in precedenza. Il metodo funziona solo con wordpress. Inserite nel file .php il seguente codice nella posizione in cui volete mostrare il carosello:

 <!-- Articoli Correlati -->
 <?php 
        if ( is_single()) {
        get_template_part( 'cartella-template/carosello', 'single' ); }
 ?> 
]]>
Integrazione, sintonia ed equipe come fosse antani https://www.paolovaccarello.net/integrazione-sintonia-ed-equipe-come-fosse-antani/ Mon, 10 Feb 2020 21:17:14 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1740

A pochi giorni dalla fondazione della SIEMS (Società Italiana Emergenza Sanitaria) e dalla diffusione del relativo comunicato di cui ho scritto 5 giorni fa (LEGGI), arriva una doppia uscita sincronizzata di sis118 che ho avuto modo di ammirare su quotidianosanità (COMUNICATO SIS118) il cui contenuto mi ha fatto sorridere ma allo stesso tempo intristito molto.

Il comunicato è l’ennesimo appello di Mario Balzanelli al governo il quale chiede “con urgenza” una riforma del 118. La sua. Peccato che, probabilmente complice il suo modo di vedere le cose e/o di gestire i rapporti tra la società le istituzioni e gli organi interni sis118 ha perso un pezzo consistente della sua rappresentanza di direttori e responsabili delle centrali operative 118 e dei servizi di emergenza territoriali, in modo particolare nel nord Italia. Anche per questo, se sull’urgenza di riforma mi trovi personalmente d’accordo, sul fatto che la ricetta sia la sua trova in disaccordo me e un certo numero di figure autorevoli del 118 che anche per questo motivo (la mozione) è uscita da sis118 sbattendo la porta.

Nel comunicato si legge delle polemiche che vanno avanti da mesi ma devo correggere il Dott Balzanelli perché in realtà vanno avanti da anni (per essere precisi dal 2009) con tanto di esposti finiti nel nulla da parte di chi, come lui, nell’ottica di un sistema medico-centrico ha ardito più volte le vie giudiziarie con scarsi risultati e quando è passato alla “sanzione disciplinare” contro chi sosteneva la validità di un modello medico/infermiere con margini di autonomia per gli infermieri, si è visto la magistratura rivoltarsi contro con tanto di sentenza della consulta ad anticipare la tempesta.

Probabilmente in casa SIS118 con la nascita di SIEMS devono aver sentito suonare la campanella. La possibile entrata in scena di un’altra società scientifica dello stesso settore ma con vedute profondamente diverse sull’argomento e che ha buone probabilità di essere accreditata presso il Ministero ha evidentemente sortito un qualche effetto. Il primo, il comunicato delle “rappresentanze infermieristiche della SIS 118” (la parte che mi intristisce) che ricalca i giri di parole del Presidente (la parte che mi fa sorridere).

Una sviolinata infinita sul ruolo insostituibile e determinante degli infermieri ma anche uno slalom gigante sul punto delle menzionate polemiche che Alberto Tomba può accompagnare solo.

Si perché, chi segue la vicenda da tempo come me, sa benissimo che alla base di tutto c’è solo una cosa: le ambulanze con infermiere a bordo (senza medico) ed i relativi protocolli/competenze avanzate degli infermieri. Ma Balzanelli si svincola dalla questione e nel suo comunicato (e con lui la rappresentanza infermieristica sis 118) tenta di imbornire tutti con parole come integrazione, sintonia, equipe.

Delle ovvietà che nessuno ha mai messo in discussione ma anche una serie di supercazzole in stile “amici miei” che dicono chiaramente sempre la stessa cosa: il medico E l’infermiere e mai il medico O l’infermiere. Fumo negli occhi sulla questione cardine, le c.d. competenze avanzate infermieristiche e i protocolli infermieristici nel 118 che sono da anni una realtà consolidata in diverse regioni (del nord).

In questo il Dott. Balzanelli somiglia molto ad Arthur Fonzarelli, il Fonzie di Happy days, che non riusciva a dire “ho sbagliato” nonostante si sforzasse a farlo. Come Fonzie Balzanelli non riesce a mettere in un comunicato che parla degli infermieri del 118 la parolina magica AUTONOMIA. Lo fa ostinatamente, come se il caso Venturi tutto quello che è accaduto prima e quello che sta accadendo dopo, non fosse mai esistito.

In questo scenario l’urgenza appare più dettata dall’imminente entrata al tavolo della riforme di SIEMS e SIIET (Società Italiana infermieri Emergenza Territoriale), in grado di proporre visioni alternative ed evidentemente indigeribili piuttosto che al bisogno di una radicale innovazione normativa del settore praticamente ferma al 1992 e, ad avviso dello scrivente, da integrare e migliorare dal punto di vista della multidisciplinarietà per colmare le enormi diversità regionali.

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Nasce SIEMS, società scientifica multidisciplinare dell’emergenza sanitaria. https://www.paolovaccarello.net/nasce-siems-societa-scientifica-multidisciplinare-dellemergenza-sanitaria/ Wed, 05 Feb 2020 14:45:52 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1730

Come ipotizzavo nell’articolo di ottobre, quando fu chiara ed evidente la spaccatura all’interno della società SIS118 in occasione del congresso di Catania, si è concretizzata la fondazione della SIEMS (Società Italiana dell’Emergenza Sanitaria). L’atto formale è avvenuto il 30 gennaio 2020 presso la “casa della sicurezza” a Roma.

Tutti gli operatori del settore, e di tutte le Regioni italiane, saranno insieme (presenti anche i personaggi “storici” del 118 italiano) per dare voce e corpo a una società scientifica che crede nel confronto, nella condivisione e nell’evidenza scientifica, e vuole diventare un autorevole riferimento non solo per gli addetti ai lavori e per il mondo politico e istituzionale ma anche per i cittadini tutti.

La SIEMS si configura sin da subito some società scientifica multidisciplinare composta da Medici, Infermieri, operatori tecnici e mondo del volontariato del soccorso. Questo aspetto non è secondario perché oltre ad essere un chiaro proposito di superamento delle frammentazioni che ad oggi impediscono una visione a 360° del sistema del soccorso sanitario, è uno dei problemi (non l’unico) che da diverse parti è stato sollevato in SIS118 e che ha portato alla fuoriuscita dalla stessa di un gran numero di illustri rappresentati del sistema 118 Italiano.

Rimane l’interrogativo su una spaccatura dagli aspetti propriamente geografici con i direttori e responsabili dei Servizi di Emergenza Territoriale 118 e delle Centrali Operative delle regioni del Sud rimasti in larga misura fedeli a Balzanelli (SIS118) e quindi alla sua visione del sistema considerata da molti medico centrica, contrapposti ai “fuoriusciti” i quali provengono prevalentemente delle realtà del nord. Questi ultimo, a ragione, si definiscono una società multidisciplinare, considerato che al nord è effettivamente così sin dalla nascita del 118.

SIEMS annuncia in un comunicato stampa che chiederà il riconoscimento ufficiale al Ministero della Salute e i numeri trapelati relativamente ai soci fondatori (si parla di un centinaio da tutta Italia ndr) fanno sperare che questo passaggio sia una formalità.

Intanto il neo Presidente Dott. Mario Costa, rende noto in un’intervista che in autunno è previsto il primo congresso e parla di alcune iniziative formative e informative in cantiere rivolte a cittadini e alle scuole sul primo soccorso in ambiente extra-ospedaliero.

Di parere opposto a Balzanelli sembrano anche le dichiarazioni relative al NUE112 (Numero Unico dell Emergenze) considerato nel comunicato SIEMS più come un’occasione di innovazione e integrazione con altri soggetti istituzionali che il nemico numero uno del sistema 118 da bypassare.

La partenza sembra ottima, soprattutto in considerazione dell’aspetto di un approccio multidisciplinare più volte invocato anche dal sottoscritto. C’e chi si è accorto che non può essere solo una figura tra le tante impegnate quotidianamente nel settore a dettare l’agenda delle riforme del 118 con una vision monopolistica ormai superata dai fatti e dai numeri. La qualità arriva quando a tutti è data la possibilità di contribuire per le proprie competenze e chi sgomita spesso lo fa con scopi meramente occupazionali che poco hanno a che vedere con un’attenzione alla qualità del sistema e una reale volontà di miglioramento.

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Ospedali da record https://www.paolovaccarello.net/ospedali-da-record/ Mon, 03 Feb 2020 01:02:16 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1724

In questi giorni tutti avrete visto in TV e letto su giornali e internet della costruzione in tempi record dell’ospedale di Wuhan, pensato per fronteggiare l’emergenza epidemica da coronavirus e costruito in 10 gg. 1000 posti letto ufficialmente ma se non dovessero bastare può ospitarne in condizioni precarie fino a 10 volte di più. Nessuno specifica che si tratta di un opera fatta con l’assemblaggio di migliaia di prefabbricati come le strutture per terremotati o i campi base degli operai impegnati per le grandi opere edili. Rimane comunque un record anche per quel tipo di struttura considerando che la nostra esperienza in fatto di terremoti con sfollati e relativa costruzione di villaggi con moduli abitativi prefabbricati parlano di altre tempistiche.

Vedendo questa opera titanica e trattandosi di un ospedale non poteva non tornare alla mente uno dei tanti amari ricordi della amata terra natia. Parlo dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento costruito con tempistiche che ricordano la sagrada familia di Barcellona in Spagna, magnifica e maestosa opera di Antoni Gaudì ma neppure lontanamente paragonabile ad essa ne per bellezza ne per maestosità e probabilmente neppure per staticità. L’unica cosa che hanno in comune sono gli interminabili tempi di costruzione che tuttavia nel caso di Barcellona il visitatore anche meno avvezzo all’edilizia legittima immediatamente.

L’ospedale di Agrigento infatti fu progettato in 2 lotti: il primo iniziò ad essere costruito nel 1983 e fu ultimato nel 1995 mentre il secondo fu iniziato nel 1988 e ultimato nel 1999. Alla vigilia della prima inaugurazione si dovette tuttavia soprassedere per i danni che intanto erano stati causati dall’abbandono e pare anche dai topi. Spesi gli ultimi 600.000 euro e passati altri 5 anni nel 2004 finalmente fu inaugurato. Come un bambino nato già adulto l’ospedale fu inaugurato dopo ben 21 anni dall’inizio dei lavori, altro che 10 giorni.

Poteva finire qui la nostra immensa figura da cioccolatini? certo che no. Infatti a seguito di controlli disposti dalla Procura nel 2009 fu disposto il sequestro e l’evacuazione della struttura da parte della Guardia di Finanza per “gravi carenze strutturali tali da porre a gravissimo rischio sismico l’intero manufatto“. Messo in sicurezza dalla protezione civile è ritornato operativo. Fu tuttavia accertato l’utilizzo di calcestruzzo di caratteristiche inferiori a quelle previste (c.d. cemento depotenziato) ed altri reati riguardanti soprattutto le false attestazioni/dichiarazioni relative a materiali e collaudi.

Siccome non siamo in Cina non solo l’ospedale non fu costruito in tempi umani e non fu costruito neppure a regola d’arte, ma a nessuno furono strappate le unghia o collegate le orecchie alle pinze dell’alta tensione. Anzi siccome siamo in italia e ci dobbiamo distinguere, nessuno dei rinviati a giudizio fu mai condannato e il tutto si concluse tra assoluzioni e prescrizioni (relativamente ai falsi certificati di collaudo). Un record assoluto ed inarrivabile a chiunque.

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Origine del coronavirus. È tutto molto chiaro. https://www.paolovaccarello.net/origine-del-coronavirus-e-tutto-molto-chiaro/ Sun, 02 Feb 2020 16:10:00 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1722

Il #coronavirus lo hanno inventato le sardine pilotate dal PD e pagate dal soros e lo hanno sparso utilizzando le scie chimiche.

Questa operazione serve per costringerci alle vaccinazioni di massa al fine di arricchire le case farmaceutiche che a loro volta stanno finanziando la sostituzione etnica con l’aiuto delle ONG.

Lo hanno detto i marò a Bibbiano il 27 gennaio scorso in una conferenza organizzata dalla Merkel nella quale uno sparuto gruppo di anarchici dei centri sociali (tutti sardine) chiedeva rispetto per la commemorazione del presunto olocausto.

Il tutto sarebbe nato dopo che è stata smascherata la balla del riscaldamento climatico nonostante la campagna di persuasione portata avanti grazie alla presa che ha avuto una bambina rettiliana nata in vitro dal primo esperimento nei laboratori della WTO siti nell’Area 51.

Non offendetevi se ho dimenticato qualcuno.

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Sull’aeroporto di Parma https://www.paolovaccarello.net/sullaeroporto-di-parma/ Thu, 30 Jan 2020 21:20:00 +0000 https://www.paolovaccarello.net/?p=1702 Esterno terminal aeroporto Giuseppe Verdi Parma

Esterno terminal aeroporto Giuseppe Verdi Parma

Un argomento che tiene banco da tempo e sul quale, da parte dei cittadini, si sentono opinioni discordanti. Non mancano le opposizioni di Legambiente Parma e comitati cittadini nati ad hoc (NoCargoParma). Prima di iniziare con la mia personale analisi della vicenda, essendo un tema caldo che ha già movimentano numerose discussioni con protagonista il sottoscritto, ci tengo a sottolineare a chi volesse esprimere il proprio pensiero tra i commenti qui sotto o su facebook che non intendo convincere nessuno della necessità dell’opera e nello stesso tempo che non riuscirete a convincermi sull’inutilità della stessa.

L’altra premessa opportuna e che tutto si regge sul presupposto che l’ampliamento previsto sia rispettoso della normativa perché altrimenti si può volere ma rimarrà qualcosa di irrealizzabile. Allo stesso modo ed esattamente nel verso opposto se l’opera, alla fine di tutti gli iter autorizzativi e giudiziari (alcuni già in corso), risulterà fattibile dal punto di vista normativo la protesta – più che legittima – di una parte della popolazione residente conterà il giusto in considerazione del fatto che l’attuale amministrazione comunale è stata democraticamente eletta a maggioranza con un programma – tradotto il linee programmatiche di mandato – che contiene tra l’altro anche il rilancio dell’aeroporto.

Fatte queste premesse e considerata la complessità del tema per il gran numero di variabili in gioco procederei per temi. Se vi interessa l’argomento mettetevi comodi.

Storia (quasi) recente dell’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma

Uno dei temi cardine di chi si oppone al rilancio dell’aeroporto è quello del rumore causato dai movimenti aerei (decolli/atterraggi). L’attività attuale dell’aeroporto verdi prevede 10 movimenti alla settimana (cioè 5 voli a settimana), un volume di attività che evidentemente mette la società perennemente in rosso. Ma non è sempre stato così, anzi.

Il Verdi ha avuto un periodo di crescita a partire dal 2000 e documentato (fino al 2008) anche da uno studio condotto da ENAC dal titolo Studio sullo sviluppo degli aeroporti italiani. Lo studio è pubblico e accessibile dal sito ENAC riporta al Capitolo 3 i dati relativi agli aeroporti del Nord Italia – quindi compreso Parma – dal 2000 al 2008.

In quegli anni i voli di linea erano 8, di cui 5 nazionali e 3 internazionali, rispettivamente per Alghero (Ryanair), Olbia (Air Alps) Catania (Windjet), Palermo (Windjet), Roma Fiumicino (Air Alps/Alitalia), Londra Stansted (Ryanair), Odense (Cimber Air), Tirana (Belle Air). In molti casi le frequenze erano giornaliere e – soprattutto durante il periodo estivo – il volo per Catania raddoppiava le frequenze ed alcuni voli charter (es. Lampedusa) si aggiungevano al tabellone portando i movimentu anche a 14 al giorno e oltre.

L’aeroporto ha quindi visto negli anni volumi di traffico dignitosi per una infrastruttura con quel nome che già allora producevano rumore ma di proteste in quegli anni non ne abbiamo memoria forse perchè molto semplicemente, l’aeroporto già era lì ben prima del 90% delle abitazioni presenti intorno oggi e le quali sono state acquistate già con il “vizio” sul valore immobiliare di un aeroporto nelle immediate vicinanze con tutti gli aspetti negativi e calcolati che questo comporta. Compreso il rumore.

La domanda di passeggeri

Da allora sono cambiate tante cose. Una, che analizzerò più avanti, è data dai nuovi modelli di aerei e dalle modifiche delle normative aeronautiche. Nello studio ENAC è possibile reperire alcuni dati interessanti. Nel 2008 l’aeroporto muoveva 288.144 passeggeri/anno. Di questi 149.309 (pari al 51,8%) erano quelli relativi ai voli per Palermo e Catania cessato non per un calo della domanda ma per il fallimento della compagnia di Antonio Pulvirenti dovuto sostanzialmente al verificarsi in contemporanea di più fattori sia interni che esterni alla compagnia. Per i dettagli rimando all’accurata analisi del Prof. Andrea Giuricin (Università Bicocca Milano) esperto di economia del trasporto aereo. Le tratte non sono mai state ripristinate da altre compagnie.

L’attivazione della linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Roma, inaugurata nel 2008 e da allora cresciuta rapidamente quasi a saturazione ha reso non competitiva la tratta aerea Parma-Roma Fiumicino che contava circa 20.000 passeggeri/anno.

Il volo per Londra, operato da Ryanair, è stato invece sospeso di recente nonostante, pur avendo una frequenza di 3 gg a settimana, muoveva circa 60.000 passegeri/anno. La decisione, riportata anche dal quotidiano Eco di Parma, è stata presa dopo che la società di gestione dell’aeroporto di parma (SOGEAP) ha rifiutato l’aumento del contributo richiesto per passeggero. Sogeap, già in difficoltà finanziarie, pagava infatti 30 €/passeggero come contributo a Ryanair per mantenere la rotta a Parma ma al rifiuto di un aumento a 37 € si è vista voltare le spalle dalla compagnia low cost.

Il calo di passeggeri quindi è dovuto a dinamiche che poco hanno a che fare con la posizione dell’aeroporto. Scrive anzi ENAC nel suo studio:

Oltre 650.000 abitanti (pari al 6% del totale riferito ai 90’) possono raggiungere l’aeroporto in meno di 30’, mentre circa 2.050.000 residenti (pari al 20%) impiegano un tempo compreso tra i 30’ e i 60’ e oltre 7.400.000 (pari al 74%) un tempo variabile tra i 60’ e i 90’ (dati popolazione ISTAT 2008).

E non è vero a mio avviso che la vicinanza con gli aeroporti di Milano Linate, Orio al Serio e Bologna lo condannino alla chiusura, lo dimostrano i dati dei passeggeri riportati sopra quando anche gli altri tre aeroporti già esistevano ed a maggior ragione che dopo la crisi, più precisamente negli ultimi 5 anni, il traffico passeggeri e merci continua a crescere ovunque.

Lunghezza della pista
Grafico scheda boeing 737-800 takeoff distance
Grafico ACAPS scheda Boeing 737-800

La lunghezza della pista dell’aeroporto verdi di parma è di 2244 m dopo un allungamento di 120 m esguito insieme a lavori di consolidamento a fine 2019 per i quali (secondo quanto riportato da più organi di stampa locali) pende già un esposto in procura presentato dal comitato NoCargoParma che con questo atto non fanno altro che confermare quella che è la mia personale opinione sul comitato stesso e cioè che hanno sbagliato nome perché più in generale agiscono come NoAeroportoParma solo che la parola cargo fa più “ministero della paura”. Infatti l’ultimo intervento non è funzionale al progetto cargo rimanendo la pista ancora troppo corta per quel tipo di volo. Cambia invece molto per i voli commerciali (passeggeri). Per capire perché la lunghezza della pista è determinante ho pubblicato il grafico ACAPS – acronimo che significa compatibilità tra aeromobile ed aeroporto – del Boeing 737-800 unico modello di aereo in uso per scelta aziendale da Ryanair. Non che ci tenga a che Ryanair si interessi del nostro aeroporto visti i trascorsi ma è solo per capire quali siano i limiti di un aeroporto con pista corta.

La Boeing stabilisce che l’aereo per decollare a pieno carico (79610 kg), con temperatura esterna di 15 °C e pista sul livello del mare ha bisogno di una pista lunga almeno 2300 m, cioè 60m più lunga di quella del Verdi (fino a 1 mese fa 180m). Questo non significa che non possano decollare dal Verdi ma che non possano decollare a pieno carico e/o con temperature elevate (che fanno perdere potenza ai propulsori).

Questo aspetto da la dimensione di una usabilità al limite che richiede calcoli che non sarebbero necessari con una pista di 2880 m come previsto dal progetto di rilancio. Se ad es una compagnia, causa il fermo di un aeromobile deve temporaneamente sostituirlo con un modello meno potente e/o più grande sarà costretto a cancellare il volo per motivi derivanti alle caratteristiche dell’aeroporto. Oppure in estate quando le temperature sono elevate temperature elevate, pieno di passeggeri e bagagli in stiva anche un Boeing 737-800 su tratte a medio raggio potrebbe dover calcolare bene il carburante, perché la distanza necessaria per il decollo si allunga.

La situazione societaria non in grado di garantire prospettive future neppure sul medio termine unitamente a limitazioni nell’operatività dovute a quanto descritto sopra rendono sicuramente lo scalo meno appetibile soprattutto in riferimento alle compagnie di linea (non low cost). In questo contesto il progetto cargo serve anche per rimuovere o comunque mitigare drasticamente il problema di entrate di Sogeap e contemporaneamente a dotarlo di una pista che dia “agio” ai movimenti di tutti gli aerei normalmente utilizzati a corto e medio raggio.

Inquinamento

Uno dei punti fondamentali di chi sostiene e spera che l’aeroporto di Parma venga definitivamente chiuso è il fattore ambientale. Se chi legge ritiene per questo che l’aeroporto debba definitivamente essere chiuso rimarrà stupito dall’affermazione che segue.

Gli aeroporti sono fonti di inquinamento. Inquinamento acustico ma ancora di più ambientale. Questi sono dati scientifici inconfutabili come i dati derivanti dagli studi epidemiologici sulla popolazione residente nelle vicinanze di un aeroporto.

Alla luce di questo sono convinto che il ragionamento dei comitati, di legambiente ed altri parta dal preconcetto – sbagliato – che i cittadini non sanno e se sapessero non lo vorrebbero neppure loro. Non contemplano il fatto che i cittadini possano desiderare un aeroporto cittadino pur pienamente consapevoli dei rischi alla salute che questo comporta. Di chiasso e di risonanza a mezzo stampa i suddetti ne hanno avuti negli ultimi anni quindi la popolazione dovrebbe ritenersi sufficientemente informata sull’argomento.

Ma siamo sicuri che davvero la maggioranza dei parmigiani lo voglia? L’ultima volta che sono stati chiamati ad esprimersi hanno votato un sindaco chiaramente a favore del rilancio dell’aeroporto attraverso il progetto cargo. Magari si poteva indire un referendum sul tema, se fosse stato possibile questa è sicuramente una colpa, ma pensare di intraprendere oggi questa strada dopo anni di attesa e di rossi di bilancio è follia.

Altro preconcetto errato è che una cosa non si possa fare perché inquinante. Nocivo e illecito spesso non vanno di pari passo. Alcol e tabacco ne sono un esempio. Tutti conoscono gli effetti nocivi e ciononostante molti continuano a farne uso o abuso. Nell’esempio che ho riportato la volontà è individuale mentre nel caso dell’aeroporto si tratta di una volontà collettiva già indirettamente espressa con la scelta a maggioranza (di chi si è impegnato a scegliere) di una giunta dichiaratamente pro-aeroporto. Se non bastasse è stato riconfermato – sempre a maggioranza – il presidente della regione che ha già avallato e finanziato il piano di rilancio dell’aeroporto Verdi.

Altro aspetto non considerato e non considerabile ma che voglio citare sul fronte inquinamento è il bilancio ambientale della zona ossia, merci e passeggeri che viaggiano in aereo di quanto riducono l’inquinamento su gomma della macro area regione/pianura. Il calcolo non è possibile e per questo non si può conoscere neppure il saldo che sono comunque convinto sia a favore della gomma ma non così distante da come si voglia far credere. Colgo l’occasione per dire con chiarezza ad ambientalisti dalla doppia morale che inquinare 20, 50 o 100 km più in là non vuol dire ridurre l’inquinamento ma spostarlo dove non dove non ci da fastidio ma magari uccide qualcun altro.

Le opportunità di avere un aeroporto cittadino di cui sommariamente dirò più avanti mi fanno ampiamente favorire quest’ultimo e ragionare su altri aspetti che contribuiscono in modo determinante all’inquinamento ambientale. Perché non esistono gli aeroporti non inquinanti e non esiste un modo alternativo tanto veloce per spostarsi di 1500 km e oltre. Ma molte altre abitudini consolidate ed altamente inquinanti possono essere modificate. Ad esempio, è ormai scientificamente provato, così come il fatto che gli aerei inquinano, il fatto che camini e stufe a pellet inquinino. Il valore di polveri sottili emanate da una stufa a pellet di classe alta utilizzando il pellet più costoso è di 23,9 g/GJ (grammi per giga joule) fino a più di 80 g/GJ. Quelle di un caminetto sono 254 g/Gj. Quelle di una caldaia a metano sono 0,4 g/GJ e addirittura quelle di una caldaia a gasolio sono 0,1 g/GJ. Scommetto che il giorno 1 ottobre 2018 (entrata in vigore delle legge regionale che ne vieta l’uso nei comuni sotto i 300 m di quota) tutti i proprietari di stufe a pellet e caminetti di Parma che manifestano tutto il loro dissenso contro l’aeroporto, li abbiano spenti immediatamente e definitivamente. Ma è presumibilmente questo non è successo perché in molti sono propensi su questi temi ad una doppia morale.

Le Opportunità di un aeroporto cittadino

La vicinanza con un aeroporto è senza dubbio una opportunità in più per molti settori. Non c’è bisogno di studi e analisi per comprendere come l’aumento nella velocità con cui riescono a spostarsi persone e merci influenzi positivamente l’area circostante. Ne traggono vantaggio i settori industriali e commerciali con una riduzione di costi relativi agli spostamenti dei propri professionisti e/o delle merci e dei clienti.

Ne trae indubbiamente vantaggio il turismo, soprattutto internazionale, che a Parma è in costante crescita al di là delle iniziative come Parma 2020 con tutto l’indotto: albergatori, ristoratori, agenzie turistiche e commercianti. La domanda turistica trarrebbe sicuramente vantaggio da un aeroporto cittadino.

Crea nuove opportunità di lavoro legate direttamente alla movimentazione degli aerei e dei passeggeri/merci da e verso l’aeroporto (es: taxi, ncc, bus, addetti alla logistica ecc).


Quando un aereo decolla dal Verdi fa la prima virata sul tetto di casa mia e si sente bene perché sta ancora spingendo con i motori al massimo. Anche se ne sentissi 15 al giorno sarei disposto a tollerarlo pur di avere un aeroporto a 5 min da casa che mi permetta di accorciare le distanze con la sicilia e con l’europa. Consapevole di tutti gli aspetti negativi che questo comporta per tutta la comunità ma anche degli aspetti positivi.

È inutile ritenere che si possa sostituire con una stazione dell’AV ferroviaria, questo è vero in parte, ma in parte è una sonora sciocchezza. Arrivare a Madrid, Londra, Mosca, Catania in aereo da Parma rimane sempre più conveniente in aereo rispetto al treno che, sia chiaro, non va ad aria ma ad energia elettrica che viene prodotta anche da fonti inquinanti.

Per questo sono convintamente d’accordo con il progetto di rilancio dell’aeroporto e spero che vada in porto. Sempre per questi motivi le forme di terrorismo ambientalista, mi rimbalzano contro. Se volevo vivere a tutti i costi in mezzo all’aria pura non sarei sicuramente venuto a Parma e non avrei avuto sicuramente tutti i servizi che una città come Parma offre. Quando si parla di sviluppo, lavoro, economia e ambiente bisogna essere realisti e mettere da parte gli orticelli. Non si può pretendere la botte piena e la moglie ubriaca ma va cercato il giusto compromesso cercando di essere virtuosi dove possibile e compensare quando possibile.

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