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Flessibilità in uscita: punti di vista

Tito Boeri (Presidente INPS ndr) lancia l’allarme: i nati dopo il 1980 andranno in pensione a 75 anni se non si interviene. Ringraziamo per averlo detto chiaramente e pubblicamente ma io ed altri nati dopo il 1980 qualche vago sospetto lo avevamo già percepito da tempo. Rilancio, io la pensione non la voglio, neanche quella minima, datemi i contributi versati più quelli da maturare in comode rate che ci penso io.

É chiaro sempre più a tutti che gli illustri statisti pre anni novanta e i discepoli che oggi siedono al loro posto ci hanno rovinato irrimediabilmente e prolungano l’agonia di una Repubblica che si trova ormai in una situazione debitoria, di lobbies, potentati, corruzione ed evasione non solo insostenibile ma verosimilmente irreversibile.

Dopo tengentopoli è stato abolito il finanziamento pubblico da un referendum ma è stato poco dopo introdotto il “rimborso elettorale” (e i casi di tangenti sono rimasti). É stato eseguito nottetempo il prelievo forzoso dai conti correnti per “salvarci dal default”. Vitalizi, esodati, aziende che percepiscono finanziamenti pubblici e se ne vanno a produrre in Romania, cassintegrati, grandi evasori autorizzati da normative troppo permissive e senza un’adeguata pena. La corruzione è stimata in decine di miliardi e scusate se mi sono dimenticato qualcosa.

Pochi hanno protestato come sarebbe dovuto succedere perchè il politico di turno non ha mai fatto mancare il pezzo di pane, la promessa, la speranza, il bonus. Nessuno si è accorto che il pezzo di pane diventava sempre più piccolo. Quando la gente ha cominciato ad incazzarsi per davvero ci hanno sempre preso in giro con le parole. Quelle in inglese sono state le prese per i fondelli di massa di maggior successo. La Social Card, la Spending Review, l’election day, il Jobs Act ecc.

continua…

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