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La potenza delle sardine

I top gun strapagati della comunicazione politica e la loro bestia costretti a indietreggiare di fronte a un simbolo che nessuno avrebbe potuto immaginare come efficace contro l’ondata sovranista. E invece…

Chi lo doveva dire che il simbolo della resistenza anti-leghista e anti-sovranista dell’Emilia Romagna, e sono pronto a scommettere, di tutta Italia se non di tutta Europa potesse essere questo. La sarda. O meglio le sardine mio pesce preferito e protagonista molte ricette Siciliane e Magrebine. I luoghi più indigesti al leghista medio. Certo, ai Siciliani (non a tutti per fortuna), è bastato che venisse tolta la parola nord dal nome e dal simbolo per dare una seconda possibilità a chi per vent’anni li ha riempiti di insulti e ne ha diffuso stereotipi di lassismo, truffaldineria e parassitismo statale.

In Emilia Romagna non si passa. Almeno così sembra. La regione già protagonista delle resistenza al nazi-fascismo si candida a diventare il muro anti-sovranismo.

Si che la campagna elettorale non è stata impostata nel migliore dei modi per il partito che da 2 anni a questa parte sembri non sbagliarne una dal punto di vista comunicativo. Questa volta pare che il costrutto sia scricchiolante già in partenza. Una candidata presidente di bella presenza, pressoché sconosciuta, che ha iniziato sin da subito a collezionare gaffe dai confini con il Trentino ai più recenti ospedali aperti anche di notte.

Sarà per questo che fino al paladozza di Bologna Salvini abbia accuratamente evitato di esporla se non esclusivamente dal punto di vista estetico. È proprio il paladozza il vero “minuto zero” della campagna elettorale Emiliana perchè si tratta della prima occasione in cui una qualche forma di opposizione organizzata ha sfidato frontalmente e pacificamente la Lega con un risultato che era tutt’altro che scontato.

Quattro ragazzi che nella vita fanno tutt’altro rispetto a Luca Morisi e Co, e che non dispongono della “bestia” ma di una semplice pagina Facebook denominata 6000sardine che ha raggiunto in pochissimo oltre 40.000 like a fronte dei 3,8 mln del capitano (oltre le pagine satellite), sono stati in grado di umiliare l’apparato più efficiente attualmente presente su piazza. Segno che la politica rimane qualcosa che non può essere totalmente assoggettata ai social network ed alla comunicazione web.

La kermesse leghista del 14 novembre avrebbe rappresentato la partenza col botto della campagna elettorale, ma il botto lo ha fatto in un altro senso. Il paladozza da 6.000 posti, nonostante la chiamata anticipata al popolo verde con tanto di pullman da tutta la regione e non solo, si è riempito a fatica quando ormai era evidente che in Piazza Maggiore stava succedendo qualcosa di imprevisto dalla bestia. Qualcosa che ha oscurato pesantemente il comizio all’americana scatenando la frustrazione del capitano informato del fatto che le prime pagine di tutti i quotidiano on-line in quel momento erano per le sardine e non per Salvini. Se in quelle ore si faceva una ricerca su Google con le parole “salvini bologna” o “salvini paladozza” lo schermo si riempiva di immagini e articoli di Piazza Maggiore.

Chissà cosa avranno provato i 4 trentenni che si sono trovati a gestire qualcosa grande almeno il doppio di quanto si aspettassero e che già in partenza non avevano mai gestito. Ma soprattutto chissà come si sara sentito lui, abituato a monopolizzare l’informazione e il web, spodestato dalle immagini di sardine. A giudicare dalla fuga da Modena di ieri sera deve aver accusato il colpo. Ma il popolo delle sardine, o per meglio dire lo spirito che ne è nato, ha intenzione di perseguitarlo per tutte le tappe del suo personalissimo tour.

Dove non è arrivato il PD con il suo apparato nella sua regione, sono riusciti quattro trentenni. E il fenomeno è tutt’altro che concluso visto che si preparano sardine a Rimini e Parma (il prossimo lunedì alle 19:00 in piazza Duomo).

Come previsto da Bonaccini e altri osservatori interni ed esterni alla politica, gli Emiliano Romagnoli sembra non si stiano facendo abbindolare dalla propaganda leghista. Numerosi gli errori e le scelte sbagliate in questa campagna. In primis pesa probabilmente l’accentramento su se stesso con il conseguente pressoché totale oscuramento della vera candidata Presidentessa. Questa strategia infatti sembra non spostare neanche un voto. in pratica è ben vista solo da chi già era convinto e avrebbe votato lega comunque. L’elettore indeciso vuole conoscere i candidati ed i programmi. Due sconosciuti totali in casa lega.

L’altro aspetto non secondario è il fatto che in Emilia Romagna le cose non vadano po così male anzi. Certo tutto e perfettibile, migliorabile ma non c’è un solo aspetto spendibile in campagna elettorale cui attaccarsi come presunto disastro delle precedenti gestioni. Dalla sanità al welfare, dai trasporti all’istruzione, dalla gestione dei rifiuti al lavoro ecc.. Dura la vita del catastrofista in queste condizioni. Neppure la storiella dell’uomo nero attecchisce da queste parti, nonostante la presenza di clandestini nelle città sia un problema reale, gli analisti dei click della bestia sanno che da queste parti non funziona ed hanno indirizzato la comunicazione in altre direzioni.

Ne vedremo delle belle.

Questa sera sarde a beccafico e tanti baciuooooni 😉 😎

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