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Lo sciacallaggio politico-sanitario sul coronavirus

In tutte le catastrofi, mentre c’è chi si prodiga ad aiutare e ricostruire, una piccola fetta di persone definita “sciacalli” ne approfitta. Nella confusione e complice il naturale calo di attenzione cerca in tutti i modi di trarne vantaggio.

È iniziato sin da subito nel mondo politico come la naturale continuazione della campagna elettorale perenne cui assistiamo da un paio di anni. I politici Italiani degni rappresentanti di un popolo senza vergogna tentano di lucrare consenso anche sull’emergenza coronavirus e mentre quest’ultima non solo è in corso, ma sembrerebbe nella fase iniziale. Chi critica le misure del Governo (dall’opposizione) a suo avviso inutili chi dice che non si fa abbastanza e chi le ritiene troppo dure annunciando disastri economici. Naturalmente il fenomeno per eccellenza è stato in grado di posizionarsi in tutti e tre gli insiemi nell’arco di una settimana.

È dovuto intervenire persino il Presidente Mattarella, come un padre che riprende i bambini, per far presente che non è il momento di litigare e di dividersi. Non è più tollerabile questo stillicidio di attacchi ma è il momento di lavorare uniti e remare tutti nella stessa direzione.

Fin qua sto ricalcando l’intervento di ieri sera alla trasmissione “piazzapulita” su La7 del direttore de Il Fatto Quotidiano Peter Gomez e che condivido pienamente. Con modi pacati e con capacità che non posso minimamente eguagliare ha rappresentato perfettamente l’idiozia di certi esponenti politici nazionali in queste fasi delicate della crisi.

Quello a cui mi volevo però dedicare in questo post non è tanto lo sciacallaggio dei politici sull’emergenza in quanto ci hanno già abituato a questo ed altro e queste vicende non meritano neppure attenzione in un momento così delicato della storia del nostro paese ma piuttosto agli interventi a vario titolo di personaggi che gravitano all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. Mi riferisco ad alcuni medici, infermieri e sindacalisti (medici o del comparto) oltre a opinionisti non meglio identificati i quali in questi giorni, si stanno rendendo attori di uno spettacolo penoso.

Si approfitta di una situazione così delicata per affermare la propria esistenza e per portare avanti battaglie e questioni che si trascinano da anni. Interventi su social per apparire voci autorevoli nella cabina di regia, con la foto posata e l’istanza spesso dai toni perentori. Situazioni che non riesco neppure a definire ridicole e che appaiono solo come un tentativo malcelato di accrescere il proprio consenso ma che concretamente, nel risolvere o tentare di aiutare a risolvere l’emergenza in atto, sono la rappresentazione perfetta del vuoto spinto.

Persone che in questa situazione hanno evidentemente molto tempo a disposizione a differenza di chi sta lavorando più ore di quante un orologio possa contarne in situazioni che definire stressanti sarebbe un eufemismo. Vanno e vengono da Roma per portare a casa la stretta di mano o la pacca sulla spalla da poter ostentare come grande risultato, postano video su Facebook e rilasciano interviste a TV giornali comodamente lontani anni luce dalle zone interessate al contagio e quindi dall’alto della loro inesperienza diretta.

Ostentatori di esposti, di querele, di PEC varie a mezzo social che in questo modo convincono i propri fans della bontà delle loro azioni perchè tanto poco importa se fra qualche mese o anno le stesse si dimostreranno gli ennesimi flop di battaglie che non smetterò di ripetere sono assolutamente fuori luogo, fuori tempo e dimostrano che gli stessi non hanno ascoltato o non hanno compreso il discorso del Presidente.

C’è chi, essendo dotato di intelligenza, agisce in modo più subdolo e ad un occhio poco attento o ad un lettore senza memoria delle vicende riesce a convincere. Forte di etichette equivoche si erge a rappresentante nazionale di sistemi dei quali non esistono rappresentanti nazionali e che in realtà rappresenta poco più di se stesso.

C’è chi, meno intelligente, sfrutta anch’esso la situazione partendo da affermazioni ovvie come i tagli alla sanità dall’era Monti in poi e la piega per adattarne il contesto alle tesi che ha sempre portato avanti. Come ad esempio la paura di task shifting e altre stronzate simili di cui in questo momento a chi lavora con qualunque qualifica nell’unità di crisi della Protezione Civile, nei PS SET-118 Rianimazioni della bassa Lombardia e dell’Emilia, al Ministro e più di tutti ai cittadini preoccupati frega il giusto. Cioè molto meno di un cazzo.

Non mi aspetto che qualora uno di questi legga, possa comprendere l’immensità dello schifo che porta dentro visto che sta approfittando di una crisi sanitaria epocale per un secondo fine (anche se ritenuto giusto sia chiaro). Probabilmente sperano di riuscire nella confusione e nell’enorme mole di lavoro ad infilarsi ed ottenere quello che nel normale dibattito istituzionale e tra enti non sono riusciti fino ad oggi ad ottenere. Vergogna.

Cu sa senti, stringi i denti.

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