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Inchieste Politica

Ognuno varrebbe uno

Caso Nogarin. Si ripropone la necessità di una modifica delle regole che riguarda il garantismo interno al MoVimento. Intanto c’è chi ha pagato o paga lo scotto di regole migliorabili.

Arriva come una bomba a grappolo qualche giorno prima delle amministrative e mostra il fianco al PD che naturalmente ne approfitta per tentare di distogliere l’attenzione dalle diverse decine di disgrazie giudiziarie che ultimamente pervadono il partito in particolare al livello locale.

Sia chiaro, non ritengo di avere sufficienti informazioni per giudicare la vicenda nel merito e non è mia intenzione farlo. Anzi, sono convinto che fino alla conclusione delle indagini, soprattutto quando si tratta di illeciti amministrativi senza caratteristiche di particolare gravità  (come ad es. concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, turbativa d’asta ecc.) si debba soprassedere ad una ipotesi di espulsione. Ma di fatto le regole del gioco in vigore sono altre, ed altri hanno pagato e/o continuano a pagare per queste.

Pare tra l’altro che lo stesso Sindaco di Livorno ed il c.d. direttorio si aspettarsero già l’apertura delle indagini che hanno addirittura stimolato. Fatto che avvalora di più l’ipotesi dell’atto dovuto. Naturalmente dai “duri e puri” del Movimento, non appena qualcuno osa esprimere un giudizio critico e/o ironico contrario alla linea puritana da paraocchi e volto chiaramente ed unicamente ad aprire una riflessione sulle suddette regole del gioco, non si fanno attendere attacchi offensivi sempre ricchi di punti esclamativi o parole tutte in maiuscolo cui sono tristemente abituato e che riporto di seguito come esempio.

 

Il punto è un altro. Alcuni esponenti del Movimento hanno già pagato con l’espulsione i problemi giudiziari legati alla propria attività politica. Ma questo è evidente. Nel caso di De Franceschi, dopo la sentenza di assoluzione, che mi risulti non sono arrivate né scuse nè proposte di re-integro. Altri probabilmente pagano tutti i giorni un senso inquisitorio perenne, che secondo me può portare al condizionamento della propria attività per non correre il rischio di aperture di fascicoli in procura con conseguenti espulsioni immediate. Stando alle regole attuali.

Quello che Pizzarotti disse e fece già 2 anni fa, mi riferisco al meeting passato dai media come scuola politica immediatamente condannato dai paladini delle regole e quello che ha sempre detto e ribadito ieri nell’intervista al corriere, cioè la necessità di un coordinamento nazionale, suonano oggi come un nodo prioritario da sciogliere.

Sono sicuro, e l’ho anche già scritto, che se fosse stato lui a ricevere l’avviso di garanzia, avremmo già appreso con due righe sul blog dell’espulsione. Senza voto e senza riserve. Provi a sostenere il contrario un super 5 stelle qualunque.

Non è ammissibile continuare a far apparire gli esponenti del M5S come elementi di serie A e di serie B. Ne vale la credibilità cui spesso si riferiva Gian Roberto Casaleggio. Abbiamo bisogno di essere credibili e, amministrando onestamente, il rischio di trovarsi coinvolti in accertamenti giudiziari dovuti è elevatissimo e di conseguenza il rischio di auto-decimation degli elementi più brillanti. Urge decidere, sospensione? Espulsione? Riserva fino al rinvio a giudizio? Probiviri? Però qualunque sia la decisione va poi applicata indipendentemente che ci si chiami De Franceschi, Bugani, Pizzarotti o Nogarin.

Conclusione: sono assolutamente contrario ad una eventuale espulsione di Nogarin dal M5S fino alla conclusione delle indagini ma bisogna che ci diciamo chiaramente come funziona, perché la discrezionalità non mi ricordo sia prevista nel MoVimento e così facciamo solo il gioco dei partiti che, per evitare di ripulirsi vogliono farci apparire sporchi a noi.

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