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Polemica sulle ambulanze senza medico a Chieti. Siamo alle solite.

Dopo il mitico Bugani mi pregio di presentarvi Rocco Micucci, sindaco di Rapino. Ideatore della nuova classificazione dei mezzi di soccorso cui aggiunge l’AUTOMBULANZA che non condividendo le scelte organizzative locali, si lancia in video e affermazioni che umiliano la categoria degli Infermieri.

Mi sarei voluto astenere dall’intervenire nell’ennesima polemica politica innescata attraverso facebook da tale Rocco Micucci, sindaco di Rapino 1252 anime, 62 per km², in una porzione della provincia di Chieti effettivamente disagiata dal punto di vista orografico.

Il Sindaco Micucci ci mette con coraggio la faccia come dice lui, in perfetto stile FdI, e dichiara pubblicamente di aver scritto una “nota infuocata” alle autorità sanitarie e politiche locali.

Autombulanze senza medico a bordo, significa attentare alla vita dei cittadini delle zone interne. Non lo permetterò. #ritirateladelibera264 #noserviziotaxi #vogliamoservizioemergenzaveroMarco Marsilio Etel Sigismondi Nicoletta Verì Lorenzo Palazzoli Roberto Della Valle

Pubblicato da Rocco Micucci su Martedì 10 dicembre 2019

Fin qui niente di strano, tranne che la politica a mio modesto avviso dovrebbe tenersi a debita distanza dalle scelte tecniche dei responsabili dei servizi sanitari. Ma soprattutto la politica non dovrebbe mai mai mai, sfruttare scelte tecnico-organizzative di organismi sovra-ordinati – che magari non comprende o se comprende non condivide – in modo populistico solo per accrescere o consolidare il consenso. Ma anche a questo ahimè siamo tristemente abituati. Altra cosa che non dovrebbe fare nessuno, compresa la politica, mai mai mai mai mai, è quella di creare allarmismi per scelte organizzative della sanità pubblica che non si comprendono o semplicemente che non si condividono. E su questo non transigo.

É bene che si sappia che certe scelte non le prende un sindaco di suo pugno ma fior di professionisti che, sulla base delle proprie conoscenze, del contesto, dei problemi locali e non, dei modelli organizzativi che intendono perseguire per migliorare i servizi, concertano nelle sedi deputate e allargate a più persone fino a raggiungere il risultato. É bene che si sappia anche che il sottoscritto, pur non conoscendo nello specifico la delibera e l’organizzazione del SET 118 Abruzzese, si fida più di una decisione di questo tipo che di quella presa nello studio da un sindaco. Con tutto il rispetto.

Detto questo sono passato ad analizzare, per quanto mi è stato possibile, cosa stesse succedendo effettivamente nella zona di Rapino (62 ab/Km² in totale 1252 abitanti) e scopro leggendo le varie dichiarazioni qua e là che il territorio comunale è servito da un’ambulanza medicalizzata che esegue in media 1,7 interventi al giorno. Non a Rapino ma in tutto il territorio di competenza dell’ambulanza. Come quella esistono probabilmente altre ambulanze medicalizzate nell’appennino abruzzese. Da qui, in un progetto di riorganizzazione che prevede la sostituzione di n ambulanze con medico in ambulanze con infermieri (quindi sempre MSA – Mezzo di Soccorso Avanzato), e contestualmente l’istituzione di un’automedica h24 per intercettare i casi cui sia necessaria la medicalizzazione primaria o secondaria del paziente aumentando così il numero di interventi di una risorsa assai preziosa (il medico) che – se specializzata, addestrata e pagata come dovrebbe – risulta anche abbastanza costosa per un utilizzo inferiore a 2 volte ogni 24 ore. Vorrei anche portare alla vostra attenzione il fatto che, trattandosi di ambulanza con medico a bordo, c’è anche il caso o più realisticamente la certezza, che nella media delle 1,7 volte di impiego al giorno in molti casi non servisse neppure l’intervento di un medico rianimatore inviato in regime di emergenza/urgenza.

Alla luce di questo nasce il capolavoro comunicativo di Micucci degno del Max Bugani dei tempi migliori. Il sindaco di Rapino, nel suo discorso a testa alta al popolo di facebook, dice che i punti di intervento (postazioni delle ambulanze ndr) diventano “INDIA” cioè “auto-mbulanze (ha detto proprio così) senza medico a bordo, cioè solo con infermiere e autista. Noi non abbiamo bisogno di un servizio di taxi…”. Mi fermo qui perchè e qui che si è scatenata, come era prevedibile, la reazione della categoria infermieri che, ancora una volta, viene vista come insignificante dall’opinione pubblica cui possiamo includere serenamente il sindaco di Rapino dopo il virgolettato. Se sapesse Micucci che in quasi tutto l’appennino emiliano sulle ambulanze non c’è mai stato nè il medico nè l’infermiere ma soltanto personale volontario delle associazioni si farebbe sicuramente un trapianto di capelli per poi strapparseli tutti con violenza. O forse se ne uscirebbe con un bel “chi se ne frega” che fa molto più bar sport della politica.

Sicuramente gli infermieri che non smetterò mai di stimare per lo straordinario lavoro che fanno, provato sulla mia pelle più volte e grazie anche alla fortuna di conoscerne personalmente tanti (il mio vicesindaco Roberto Della Valle è infermiere), sono sicuramente preparatissimi nello svolgere le loro funzioni. Ma non sono medici. E questo è inconfutabile. Non si può garantire una rete di emegenza in territori come il nostro (ma credo dappertutto), che come ho già detto hanno particolari conformazioni geomorfologiche, attraverso autombulanze con solo infermiere ed autista a bordo.

(tratto dal profilo Facebook di Rocco Micucci)

Non so se Micucci volesse solo alzare polemiche per attirarsi visibilità. Nel caso c’è riuscito sicuramente oltre ogni più rosea aspettativa. Nel caso invece si fosse mosso con spirito di tutela della salute dei cittadini, considero il sui intervento oltre che inopportuno per i motivi di cui ho scritto sopra, anche frutto di un ragionamento privo delle più basilari conoscenze del servizio. Già dal punto di vista etimologico (scusate ma mbulanza mi fa troppo ridere). Avrebbe fatto sicuramente meglio a rivolgersi direttamente e de visu a chi la delibera l’ha costruita per farsi spiegare quali fossero stati i presupposti, quale fosse l’obiettivo e lì avrebbe potuto chiedere un sistema di controllo sugli interventi per valutare gli effetti del cambiamento in modo da poter eventualmente confutare (con i dati) la scelta.

Lui si è sentito sicuramente considerato ed io sono molto felice per lui, ma al posto suo non mi vanterei dell’endorement di certi personaggi dalla discutibile integrità psichica solo perchè stanno sparando dalla stessa parte.

Concludo solo riportando un frammento di quello che sembrerebbe un post di scuse verso gli infermieri ma che va nella direzione esattamente opposta. Un post tragicomico con il più classico “ho anch’io tanti amici gay e sono tutti delle bravissime persone” e con il neologismo autombulanza che ricorda tanto la Vulvia di Corrado Guzzanti.

Detto questo ci tengo a sottolineare di non essere assolutamente risentito con il sindaco di Rapino per le sue affermazioni sugli infermieri trattandosi di persona che sta evidentemente parlando di qualcosa che non conosce o che gli è stato descritto nel modo sbagliato.

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