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Va tutto molto bene

Nessun cambio di rotta all’orizzonte. Il Governo che avrebbe dovuto dare una stangata agli evasori, si limiterà come al solito a una indolore tiratina di orecchie. Intanto gli Italiani viaggiano senza riferimenti. Tra i maggiori consumatori di cocaina del continente, con la maggior percentuale di analfabetismo funzionale, continuano ad adorare venditori di rabbia e costringono chi governa a garantirsi la sopravvivenza con un immobilismo mascherato da provvedimenti rivoluzionari.

Il governo Conte bis è insediato e operativo da mesi e i primi grandi problemi iniziano a presentarsi.

Il primo vero macigno è l’ex ILVA di Taranto, 10.000 potenziali disoccupati in un colpo concentrati in un area abbastanza circoscritta e una bomba ecologica che qualcuno dovrà bonificare. Siamo sicuri che quel qualcuno, prima o poi, sarà lo stato e quindi noi.

Un problema che, ironia della sorte, teoricamente sarebbe stato già recentemente risolto, come la povertà, ma evidentemente così non è. Di Maio potrà quindi tranquillamente dare la colpa di questo ennesimo fallimento al governo precedente. Cioè al suo e in particolare a se stesso che in quel governo era il Ministro per lo Sviluppo Economico e che quindi in prima persona si occupò della vicenda ILVA.

C’è poi un altro enorme problema. Le tasse e le famiglie che non arrivano a fine mese. Non povere o diversamente povere perché la povertà, ricordiamolo, è stata abolita sa tempo. Contemporaneamente i quotidiani riportano in questi giorni un pericoloso allarme di cui sembra nessuno si accorga. Gli Italiani stanno diventando una massa di cocainomani. I flussi e i sequestri, unitamente al dato più triste e cioè della crescita costante di neonati ricoverati in crisi di astinenza da cocaina parlano chiaro. Ma altrettanto chiaramente non vanno d’accordo con le famiglie che non arrivano a fine mese perché altrimenti qualcuno dovrebbe spiegarci questo abnorme consumo di cocaina. La cocaina costa e costa parecchio.

Quindi, tralasciando la corruzione che pare sia stata abolita pochissimo tempo dopo la povertà, arriviamo all’evasione fiscale. Come temevo e come avevo tristemente ipotizzato, si vuole fare qualcosa ma si è presa la stessa identica direzione del passato e cioè quella dei provvedimenti che incideranno superficialmente senza dare fastidio a nessuno. A nessun bacino elettorale.

La vicenda dei tassisti, passata in sordina, è emblematica in questo senso. Si perché l’app Uber raffigurava una innovazione ampiamente prevista dal fondatore del M5S Gianroberto Casaleggio che già nel 2015 metteva in guardia – tra le righe i tassisti – sull’imminente avanzamento delle skill tecnologiche sul trasporto pubblico. Uber era un app rappresentava la freschezza e il rinnovamento bandiera del Movimento. Nello stesso tempo tutti hanno il sospetto che nella categoria taxi si annidi una percentuale rilevante di profitti in nero.

Questo è anche emerso chiaramente nel servizio de Le Iene del 2 dicembre 2018, nel periodo delle proteste dei tassisti. Dal servizio era emerso come esistano diverse app., già ampiamente utilizzate all’estero, per i servizi taxi ma che in Italia siano inesistenti e la tesi assai verosimile che viene fuori dal servizio è quella che i tassisti vedano il pos le carte e i pagamenti tracciabili in genere come un ostacolo all’attuale sistema di compravendita delle licenze, che giustificherebbe il sommerso.

Ma allora di cosa stiamo parlando? Quando il M5S ne ha avuto l’occasione ha continuato a fare esattamente come tutti gli altri e si è apertamente schierato con i tassisti e contro gli NCC, senza in nessun modo riformare i primi e anzi accanendosi contro gli NCC. Non si limitarono allora a bandire il sistema uber ma modificarono le norme sugli NCC penalizzando ulteriormente.

Il Governo del cambiamento non ha di fatto cambiato modo di agire rispetto al pre-cambiamento e il Governo Conte bis si sta dimostrando semplicemente un bis del precedente con l’unica differenza che Salvino fa opposizione stando all’opposizione.

Fino a qui va tutto molto bene. Ma anche no. E sarebbe ora che se ne rendessero conto gli elettori prima degli eletti.

Teniamoci forte.

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