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The Castle

Trasparenza. Siti e contrositi con rendicontazioni in nome della trasparenza a tutti i costi. Un mucchio di scontrini, buste paga, ricevute di bonifico. I puri più puri che orgogliosamente ostentano la loro francescanità accusando gli altri di intascarsi più del dovuto.

Tutto salvo poi scoprire che in mezzo a questi si celano dei furbetti che – pare – annullano l’ordine di bonifico che hanno fatto solo per avere una pezza fasulla da caricare sul sito a dimostrazione di aver fatto i compiti a casa. Come dei mariuli qualunque. Ma sono dei parlamentari della Repubblica.

Sia chiaro, sono fermamente convinto che 15.000 euro al mese forse sono anche pochi per l’incarico. Il problema è che un numero consistente di questi non è all’altezza del compito per preparazione, onesta e voglia di fare il bene comune. Stanno in un posto che non meritano (quando vanno a lavorare) e di conseguenza non meritano quelle cifre. Io non mi sentirei all’altezza di un incarico del genere, serve una cultura di base sopra la media, una preparazione specifica ed una capacità fuori dal comune. E di lavoro ce ne da perdere il sonno, altro che 3 giorni a settimana.

Ma la questione è stata messa sin dall’inizio esclusivamente sulla questione economica, si diceva: “si può fare con 5000 euro al mese”. Il resto sarebbe andato – e in larga maggioranza è andato – in un fondo per il micro-credito alle imprese attraverso dei rimborsi che ogni parlamentare 5 stelle avrebbe fatto con un sistema di carteggi, di bonifici ed estratti conto che deve essere reso pubblico, in modo che la rete possa valutare gli effettivi versamenti. Di fatto delle auto-certificazioni di avvenuti versamenti ma senza il feedback di chi i soldi li deve ricevere effettivamente (il fondo).

Ma il problema è che siamo in Italia dove il lavoro manca ma i furbi abbondano. Di per sé non sarebbe poi così grave la cosa. Lo diventa quando ostenti onestà al 100% e spacci tutti gli altri per delinquenti di bassa lega. Tutti ladri. Tutti farabutti. Noi siamo onesti. Noi siamo gli unici. Ma il tempo è galantuomo e la figura di merda dietro l’angolo.

Il castello di carte frana miseramente a meno di un mese dalle elezioni, e Pizzarotti stavolta non c’entra niente. Gode come un riccio ma era prevedibile. Invece Giggino – giustamente – s’incazza. Ma non suda. Lui non suda mai. Inutile ricordare che oltre 20 mln sono effettivamente stati versati perché lo scandalo li copre immediatamente. Ai voglia cacciare i responsabili, anche se loro andranno via il vaso è rotto. Anche se giggino finirà di incollarlo resterà sempre un vaso rotto e incollato. Pensare che bastava poco, un ragioniere dedicato al fondo che in 5 anni ha maturato oltre 20 mln. Bastava un contabile che si occupasse solo di quello e al primo bonifico ritirato notava l’ammanco. Invece adesso Razzi se la ride e si gode i suoi 15.000 alla faccia di giggino.

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